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Il Gal Barigadu-Guilcer aspetta il via libera

Il Gal Barigadu-Guilcer aspetta il via libera

Ghilarza, firmato il protocollo d’intesa: ora si attende che la Regione si pronunci sulla proposta

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GHILARZA. È terminata lunedì, con la sottoscrizione del protocollo d’intesa da parte di un’ottantina di firmatari, la laboriosa attività svolta dal partenariato misto pubblico-privato per preparare il terreno al futuro Gal Barigadu-Guilcer. Ora la parola passa alla Regione, che dopo il 10 giugno sarà chiamata a pronunciarsi sulla validità del progetto messo in campo dalle forze amministrative, economiche e sociali del versante nord-orientale della provincia. I soggetti che verranno finanziati saranno in totale quindici in tutta la Sardegna. A ogni aggregazione trasformata in Gal saranno destinati con certezza almeno 2milioni 600mila euro dei 170 milioni disponibili. La quota residua del finanziamento sarà calcolata in base al bacino demografico dei territori interessati e al grado di rispondenza del piano di sviluppo rurale dei parteniariati alle caratteristiche e agli obiettivi delle linee tematiche tracciate dalla Regione. Nell’ipotesi del passaggio alla fase finale, al gruppo d’azione Barigadu-Guilcier sarebbe assegnato un fondo complessivo di circa cinque milioni di euro. Con la firma del protocollo d’intesa i rappresentanti istituzionali delle due Unioni di Comuni, delle diciotto municipalità che ne fanno parte e i circa sessanta operatori economici, organizzazioni di categoria e associazioni no profit, si sono prefissi l’obiettivo di sviluppare sul territorio le politiche previste dal programma Leader del Psr 2014-2020. La direzione che s’intende seguire è quella della pianificazione di strategie integrate di sviluppo sostenibile imperniate sulla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, sull’innovazione e sulla qualificazione del sistema produttivo locale nella prospettiva di realizzare una reale crescita economica e occupazionale. L’ingresso nel Gal da parte di potenziali partner sarà possibile anche in un secondo tempo, così come il recesso. Il principio della “porta aperta” è stato preso alla lettera dall’amministrazione di Abbasanta, che ha aderito ma riservandosi la facoltà di uscire in caso di criticità.

Maria Antonietta Cossu

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