La Nuova Sardegna

Oristano

Negozi aperti dalle 18 molti i favorevoli ma restano i dubbi

di Enrico Carta
Negozi aperti dalle 18 molti i favorevoli ma restano i dubbi

Assemblea Confcommercio sugli orari per i mesi estivi Nessuna decisione definitiva, ci sarà un nuovo incontro

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ORISTANO. Per ora sono la maggioranza, ma il numero delle schede scrutinate è molto basso. Servirebbe una proiezione del ministero dell’Interno, che però si occupa di elezioni e non di una consultazione tutta locale e per giunta non politica. Una cinquantina di commercianti ha comunque già risposto al quesito proposto dalla Confcommercio sulla possibilità di posticipare l’orario di apertura pomeridiana durante l’estate.

I sì sono in vantaggio, ma il campione, come direbbero gli analisti, non è ancora autorevole. Di schede ne sono state distribuite ben 258, per cui si è arrivati appena a un quinto di quelle scrutinate. Certo è che sinora la pattuglia dei favorevoli all’apertura dalle 18 alle 22 in luogo del classico 17-20.30 è nettamente superiore a quella dei contrari. Ma lo spoglio delle schede verrà completato solamente il 15 giugno e così l’assemblea di lunedì è stata interlocutoria per quanto utile per capire le ragioni del sì e del no che, peraltro, erano state già sviscerate dai precedenti articoli di stampa che avevano fornito un quadro chiaro della situazione.

Da un lato c’è l’esigenza, generalizzata, di dare una svolta al mondo del commercio e di adeguarsi alle necessità di una città che vorrebbe essere turistica, ma che comunque deve far fronte anche alle esigenze dei suoi abitanti sempre alle prese con la voglia di andare in spiaggia e lontani dai negozi nelle prime ore del pomeriggio. Dall’altro ci sono problemi di natura sociale perché la chiusura posticipata alle 22 è comunque condizionante per la vita di chi si troverebbe a lavorare tralasciando famiglia, amici e relazioni. Questo problema non riguarda ovviamente solo chi gestisce in proprio l’attività, ma anche chi dovesse eventualmente trovarsi a gestire i dipendenti.

Un problema ulteriore potrebbe essere quello dei clienti che arrivano in città coi mezzi di trasporto pubblici, perché, considerando gli orari delle corse per il rientro, sarebbero alle prese con tempi ristretti. Problema che vale anche per i lavoratori del settore, che ovviamente si troverebbero a dover optare per l’unica soluzione possibile ovvero quella della macchina.

È per questo che nell’assemblea di due giorni fa alla Confcommercio, coordinata dalla direttrice Sara Pintus, qualcuno ha anche prospettato l’ipotesi di liberalizzare l’orario e lasciare a ciascun commerciante la possibilità di scegliere. È una soluzione che però non sembra convincente perché l’ordine sparso rischierebbe di generare confusione nella clientela che invece ha comunque una certezza: le notti bianche ci saranno e forse per due mesi con una quota di 150 euro per esercizio. Per tutto il resto c’è un nuovo incontro mercoledì prossimo.

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