L’incendiario a processo A Terralba stima dei danni
Oggi davanti al giudice Antonio Dessì, ritenuto responsabile dei roghi Due gli episodi contestati. Ieri la bonifica dei luoghi percorsi dalle fiamme
TERRALBA. Processo per direttissima, stamattina, per Antonio Dessì, il giovane di Terralba agli arresti domiciliari perché ritenuto responsabile di almeno due dei roghi che tra domenica e lunedì hanno devastato il territorio comunale.
Ad arrestare il giovane sono stati gli agenti del Corpo forestale della Stazione di Marrubiu, coordinati dal comandante, Antonello Cadoni. Antonio Dessì è accusato di incendio doloso. L’attività di indagine è andata avanti per tutta la giornata di ieri, perchè gli inquirenti hanno il sospetto che la stessa persona possa essere responsabile anche degli incendi divampati domenica scorsa.
Il 28enne è stato riconosciuto prima dagli uomini della Polizia municipale di Terralba, che hanno avvisato gli agenti delle stazioni di Marrubiu e di Ales. A Terralba, infatti, tra domenica e lunedì sono confluite decine di uomini, tra vigili del fuoco, forestali, vigili urgani, carabinieri, barracelli e volontari. In alcuni casi si è infatti temuto di dover evacuare alcune case della periferia, minacciate dalle fiamme.
Il riconoscimento è stato proprio frutto della conoscenza che i vigili di Terralba hanno del loro concittadino. Di conseguenza, una volta individuato, i suoi movimenti sono stati seguiti e una volta rientrato nella cittadina è stato bloccato. Non si conoscono le cause del suo gesto.
La giornata di ieri, oltre che alle indagini, è servita anche per le bonifiche dell’area interessata dalle fiamme. Gli incendi, appiccati in diverse parti delle campagne a ridosso dell’abitato, hanno danneggiato alcune aziende, coltivazioni e orti.
Secondo quanto riferito dallo stesso dirigente del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Maria Piera Giannasi, non sono andati distrutte porzioni di particolare pregio della vegetazione.
I danni sono da ritenersi circoscritti alle aziende, senza considerare l’allarme per l’emergenza comunque provocata. Non a caso infatti è stato richiesto l’intervento dell’elicottero, e lo stesso sindaco di Terralba, Pietro Paolo Piras, ha seguito tutte le operazioni di spegnimento anche in quaiità di responsabile della Protezione civile.
Oggi, con l’udienza di convalida e la direttissima, nel caso ne venisse riconosciuta la colpevolezza, si potrebbe sapere qualcosa di più sui motivi che avrebbe spinto Antonio Dessì a appiccare il fuoco.
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