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Mastino: Abbanoa ripristini le fontanelle

Mastino: Abbanoa ripristini le fontanelle

Bosa, il sindaco scrive al gestore rivendicando i diritti derivanti dalla proprietà delle fonti di Luzzana

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BOSA. Il sindaco Luigi Mastino ha inviato una formale missiva all’amministratore unico di Abbanoa Alessandro Ramazzotti ed al direttore generale Alessandro Murtas, chiedendo sulla scorta dei diritti relativi agli usi civici nell’area delle fonti di Luzzana di ripristinare la funzionalità dell’impianto di approvigionamento idrico elle fontanelle pubbliche di Pianu ‘e Murtas e del centro abitato della città del Temo.

La missiva, nella premessa richiama al fatto che «Già dal 1877 l’acquedotto cittadino veniva alimentato dalle fonti di Luzzanas, situate in territorio di Scano Montiferro, in terreni intestati al Comune di Bosa e vincolati agli usi civici». Secondo il primo cittadino di Bosa quindi «La risorsa idrica presente nei terreni di Luzzana ha costituito nel tempo patrimonio della comunità, custodito gelosamente, che ha permesso sino a tempi recenti ai cittadini di Bosa di approvvigionarsi di acqua potabile di sorgente senza ricorrere all’uso di acque confezionate, con un notevole risparmio in termini economici e ambientali».

Nel segnalare quindi ai vertici di Abbanoa «Il forte malumore della popolazione in relazione al fatto che le fonti non alimentano più, come sembra, l’acquedotto cittadino e neppure le principali fontanelle pubbliche», il sindaco di Bosa invita formalmente «La società Abbanoa a voler ripristinare la funzionalità dell’impianto di approvvigionamento idrico alle fontane pubbliche di Pianu ‘e Murtas e del centro abitato dalle fonti di Luzzana, anche in considerazione dell’esistenza di diritti reali della comunità, consolidati nel tempo e garantiti da norme specifiche». Ricordando infine, in attesa di riscontro da Abbanoa, che la richiesta viene inoltrata «Anche al fine di evitare eventuali azioni del Comune di Bosa e della popolazione tese a far valere i diritti collettivi». Considerato, così si legge ancora in un richiamo della missiva, che tra le forme tradizionali di usi civici vi sono anche «Le acque che fanno parte del patrimonio, siano esse destinate a scopi agricoli, civili industriali o altro e che si trovano nei terreni comunali». (al.fa.)

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