Il Filet tradizionale di Bosa alla Biennale del Merletto
BOSA. In attesa che il tredici giugno il sindaco di Bosa sottoscriva la partecipazione alla rete di comuni italiani che chiederà all’Unesco di includere il merletto italiano nel patrimonio di beni...
BOSA. In attesa che il tredici giugno il sindaco di Bosa sottoscriva la partecipazione alla rete di comuni italiani che chiederà all’Unesco di includere il merletto italiano nel patrimonio di beni immateriali dell’umanità, un pezzo della storia artigianale di Bosa, quello del Filet, è approdato per la prima volta alla Biennale del Merletto che si svolge a Venezia.
«In particolare sarà coinvolta la maestra di Filet di Bosa Iolanda Dassu, accompagnata da alcune socie, che terrà un laboratorio e presenterà la storia, le tecniche ed alcune curiosità su questa antica e raffinata arte», spiega il presidente dell’associazione La Foce Angelo Pisanu.
Il sodalizio infatti è entrato nella “Rete delle comunità,” cioè le diciotto associazioni culturali di altrettanti comuni italiani (Bologna, Bolsena, Bosa, Cantù, Chiavari, Chioggia, Forlì, Meldola, Gorizia, L'Aquila, Latronico, Orvieto, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Varallo Sesia e Venezia) impegnate nella promozione delle loro peculiari tipologie di merletto. «La rete ha promosso il riconoscimento del merletto italiano quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco, candidatura che è stata presentata in questi giorni a Venezia nel contesto della Biennale e che sarà ratificata dai sindaci il prossimo 13 giugno», ricorda Angelo Pisanu, che si auspica la piena riuscita del progetto che accomuna Bosa a prestigiosi centri del resto d’Italia. Il riconoscimento auspicato, per La Foce «porterebbe non poca visibilità e prestigio al Filet ed alla comunità bosana, che sarà chiamata trarne vantaggio anche in termini economici oltre che di crescita culturale e identitaria». La partecipazione alla Biennale intanto ha richiesto notevoli sforzi organizzativi ed economici al sodalizio locale, da tempo impegnato nella tutela e promozione del Filet di Bosa, che comunque «non ha esitato a fare tutto il possibile per aderire», conclude il presidente Angelo Pisanu.
Lo stesso presidente ringrazia per il supporto scientifico la studiosa Claudia Bellini.(al.fa.)
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