La Nuova Sardegna

Oristano

Tra i luoghi d’Italia da riscoprire c’è anche Cabras

di Roberto Petretto
Tra i luoghi d’Italia da riscoprire c’è anche Cabras

Viaggio attraverso i siti poco conosciuti, ma di valore Grande attenzione per i tesori archeologici del Sinis

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CABRAS. C’è anche Cabras nel viaggio di Carlo Vulpio “L’Italia nascosta”, libro edito da Skira in cui l’autore conduce il lettore in un viaggio alla scoperta di luoghi poco conosciuti, ma di grande valore artistico. Un viaggio in 30 tappe, tra borghi poco conosciuti, monasteri, chiese, centri storici, musei. Tutti con un comune denominatore: essere fuori dai circuiti più conosciuto del turismo culturale, ma comunque ricchi di fascino e valore. Tra questi trenta luoghi da riscoprire in tutta Italia, Vulpio ne segnala due in Sardegna: Cabras, appunto, con i suoi tesori archeologici e, in particolar modo, con i Giganti di Mont’e Prama custoditi nel museo civico “Giovanni Marongiu” che da solo vale una visita nel Sinis. E poi c’è Orroli, con le sue testimonianze dell’epoca nuragica.

Nella presentazione del libro si legge: «Un viaggio in Italia, nella sua grande bellezza sconosciuta, attraverso luoghi che custodiscono un patrimonio culturale di grandissimo valore di cui non si sospetta nemmeno l'esistenza, nonostante sia sotto gli occhi di tutti. Città, villaggi, chiese, abbazie, affreschi, mosaici e tutte le opere d'arte “nascoste” nella grande provincia italiana che parlano di noi, della nostra storia e di ciò che siamo».

Il viaggio illustra la bellezza di tesori custoditi con cura e attenzione, a volte di gioielli riscoperti di recente e valorizzati con passione e competenza. Ma racconta anche di patrimoni dissipati con colpevole incuria e disattenzione.

La storia dei Giganti va iscritta in quelle positive. Un tesoro per anni tenuto nascosto nei magazzini della Soprintendenza, riscoperto in tempi recenti, restaurato e esposto alla vista di tanti. Un esempio da seguire, una strada su cui insistere, per creare quel polo culturale che vanta anche tanti altri punti forti, a cominciare da Tharros. E essere inclusi tra i 30 luoghi da riscoprire è un giusto riconoscimento per chi ha lavorato con questi obiettivi in tutti questi anni.

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