Tendas cerca l’allargamento, ma l’opposizione dice «no»
ORISTANO. La porta è aperta, ma nessuno a questo punto della legislatura sembra volerla varcare. Che sia stato detto a mo’ di battuta o che fosse una cosa seria, le proposte fatte ad alcuni esponenti...
ORISTANO. La porta è aperta, ma nessuno a questo punto della legislatura sembra volerla varcare. Che sia stato detto a mo’ di battuta o che fosse una cosa seria, le proposte fatte ad alcuni esponenti dell’opposizione hanno ottenuto un no senza se e senza ma. Aggiungere un posto a tavola ora non sembra la via praticabile per tenere in piedi una maggioranza ormai coi numeri ristretti. La rosa, da sedici, si è ridotta a tredici disponibili – dodici ne conta l’opposizione –, compreso il sindaco che, in queste ore, sta cercando di prendersi il sicuro provando ad allargare gli orizzonti.
Tra pochi giorni arriverà in aula il Bilancio di previsione e sarà l’ultimo vero scoglio della consiliatura targata Tendas, ma il primo cittadino ci arriva con troppe defezioni e il rischio che la sua maggioranza possa inciampare spianando la strada verso la crisi. La riunione dei capigruppo, appuntamento abitualmente di secondaria importanza per fissare le date del Consiglio, è così diventato un momento per provare ad allacciare i fili di un discorso con qualche esponente dell’opposizione per un dialogo che sinora non c’è stato.
La proposta di un ingresso in maggioranza è stata fatta ad esempio a Massimiliano Sanna (Api-Fli) il quale ha detto: «No, grazie e senza tentennamenti. Non ci sono le condizioni perché ciò accada. Dopo quattro anni senza un minimo di collaborazione, mi pare assurdo che si facciano passi del genere. Ma penso fosse una battuta».
Insomma, una frase buttata lì come si fa tra amici a una cena. Eppure le voci sui tentativi di allargare la maggioranza non sono nuovi. Perso anche Stefano Mureddu, dopo Mariangela Massenti e Marco Piras, le voci di un possibile patto con consiglieri dell’opposizione si sono rincorse. Si è parlato di Andrea Lutzu, di Tonino Falconi, di Mauro Solinas, di Salvatore Ledda che la pensa così: «Farebbe meglio a dimettersi per poi ragionare sulla situazione ed eventualmente ritirare le dimissioni perché l’arrivo di un commissario sarebbe una cosa pessima per tutti». Ma ogni ipotesi di far da stampella al sindaco azzoppato non è stata presa in considerazione. Più facile sarebbe che Guido Tendas tentasse di riprendere discorsi interrotti proprio con chi dalla maggioranza è uscito, ma su questi aspetti al momento non ci sono novità.
Le uniche parole che dice sono: «Spero che riemergano le ragioni che ci hanno unito e che si superino i problemi. Sono impegnato a trovare un modo per risolverli e tornare alla maggioranza a quindici più il sindaco». Tocca a lui avviare una mediazione e scacciare l’ombra del commissario. In fondo con un consigliere di vantaggio e senza grossi temi sul tavolo si può andare avanti per un anno. (e.c.)
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