«Bella e pulita», la città è promossa
Il parere dei visitatori stranieri è positivo. La pecca maggiore resta quella dei troppi monumenti sempre chiusi
ORISTANO. Arrivano da tutta l’Europa. Non sono tipi da spiaggia, la maggior parte di loro non ha alcuna intenzione di visitare le coste e quasi sicuramente ripartirà senza aver indossato un costume da bagno. I primi turisti, per lo più dai capelli grigi, sono qui per conoscere i segreti e la cultura della città e dei paesi vicini, per scavarne le origini e ammirarne quei monumenti che passano agli occhi degli oristanesi quasi inosservati.
Sono proprio gli stranieri invece ad apprezzarli in maniera sincera, con gli occhi di chi scopre qualcosa di nuovo, riuscendo a coglierne i suoi aspetti migliori e a regalare le loro opinioni, fortunatamente perlopiù positive.
Una città pulita. Ebbene sì. Forse è perché non si spostano dalle vie del centro, forse perché provengono da città più grandi e più trafficate o forse è perché i cittadini di Oristano hanno uno spiccato senso di autocritica, ma i turisti vedono la città semplicemente bella, con un’ingenuità dovuta anche alla spensieratezza della vacanza. «È molto carina e pulita», dicono olandesi, tedeschi, sloveni, francesi e austriaci. Il giudizio sulla pulizia cittadina ottiene un en plein di dieci tra i visitatori. La lode non tarda ad arrivare anche per il centro storico. «È proprio una cittadina graziosa – dicono Thomas e Anneke arrivati dalla Germania –, il centro storico è bellissimo perché molto piccolino e caratteristico». Ai loro commenti fanno eco quelli di Valentina, originaria di Taranto, in trasferta da Milano ad Oristano per fotografarne le bellezze insieme ai suoi colleghi. «Dalla prima impressione è affascinante – dice l’occhio esperto della fotografa –, mi è piaciuto il centro storico ed è semplice arrivarci grazie alle indicazioni. Poi sembra tutto molto pulito e ordinato».
Tra cucina e ospitalità. Tutti amano mangiare in Italia, è un luogo comune altamente consolidato. Anche Oristano non smentisce la sua fama e regala grandi emozioni alle papille gustative degli stranieri. «È tutto buonissimo – raccontano gli austriaci Marianne e Johannes –. Ci è piaciuta molto la pizza, ma ricorderemo soprattutto il pesce. Formidabili». È aperta poi la caccia ai prodotti tipici, per portarsi via una bottiglia di mirto e della pasta fresca o assaggiare qualche dolcetto senza tralasciare i complimenti ai salumi e ai formaggi. Non solo il cibo, ma anche i cittadini resteranno nel cuore dei turisti. Ospitalità e gentilezza le parole più gettonate per descrivere oristanesi e sardi in un contesto dove le barriere linguistiche sembrano non esistere. Vengono sconfitte dal gesticolare e da un inglese improvvisato con maestria per venire incontro agli ospiti. «Ci sembrate molto gentili ed ospitali – dicono all’unanimità –, cercate di venirci incontro in tutti i modi, anche se non parlate la nostra lingua e noi non parliamo la vostra».
Le note dolenti. Ma non poteva essere tutto perfetto. A macchiare la pagella compilata dai turisti infatti, arrivano le prime critiche. «Abbiamo trovato molte chiese chiuse – prosegue Marianne dall’Austria –, stiamo cercando di seguire l’itinerario del romanico ma purtroppo spesso troviamo i monumenti chiusi, e quando sono aperti non c’è né una guida né una brochure per i turisti». Grande perplessità e sconforto anche per la mancanza di richiami in città che ricordino la Sartiglia. «Nelle guide si parla molto di questa manifestazione – spiegano i visitatori –, ma in città non c’è niente che la ricordi. Non riusciamo proprio ad immaginarla, né a capire dove si svolga. Abbiamo visto che c’è un centro di documentazione, ma è un peccato che non venga valorizzata e ricordata anche nelle zone dove effettivamente si svolge».
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