Rifiuti, il Comune paga 80mila euro alla Cosir
Paulilatino, transazione con il gestore del servizio di nettezza urbana Il debito era di 134mila euro per la pulizia di alcune piazzole. Dura l’opposizione
PAULILATINO. Sette anni dopo la bonifica di alcune discariche il Comune si ritrova a pagare un debito fuori bilancio di 83mila euro. La cifra è quella convenuta tra l’amministrazione e il gestore del servizio di nettezza urbana, che per prestazioni fornite nel 2009 e interessi di mora reclamava più di 134.000 euro. Nel tentativo di limitare i danni la giunta ha accettato una transazione. La soluzione è stata al centro di un dibattito infuocato in consiglio comunale, che si è riunito ieri per il riconoscimento del debito. Durissima la reazione della minoranza di Paola Tolu, che insistendo per sapere perché la ditta avesse aspettato cinque anni a fatturare, ha contestato alla maggioranza di non essersi opposta all’atto ingiuntivo della Cosir. «L’abbiamo fatto. Anche noi all’inizio ritenevamo che quei soldi non gli spettassero – ha ribattuto Gallus –. Ma dalle verifiche fatte sui formulari è emerso che tornavano alla virgola i conti relativi ai 700 metri cubi di rifiuti che la Cosir sosteneva di aver smaltito in più. A quel punto ci siamo attenuti al parere dell’avvocato per scongiurare ulteriori spese e per risparmiare 50mila euro. Con il bilancio copriremo solo i 26mila euro d’interessi, mentre potremo pagare il lavoro della Sitek con una parte del contributo regionale e con il residuo risanare altre discariche». Per risalire alla fonte del problema bisogna tornare indietro al 2009. Per ripulire le piazzole di sosta della 131 la Regione concesse all’ente locale 100mila euro. Il Comune, ancora sotto l’egida di Gallus, affidò l’incarico a una ditta privata che scaricò illegalmente i rifiuti rimossi dalle piazzole nelle fondamenta di un lotto del Pip. Il Comune rescisse il contratto assegnando i lavori di risanamento al gestore della nettezza urbana: ieri Sitek, oggi Cosir. La società emise la fattura cinque anni dopo, quand’era in carica la giunta Demartis. Dalla ricostruzione della minoranza è emerso che l’amministrazione di Gianni Demartis si fosse rivolta a un legale ricevendo come indicazione quella di aprire un contraddittorio per verificare se e cosa fosse dovuto. «Questo contestiamo: perché invece voi pagate? – ha incalzato Paola Tolu –. Anche noi inizialmente ci siamo rifiutati, ma poi è stato chiarito l’ inghippo: ossia un errore nella lettura dei formulari, dei nostri predecessori e nostro», ha affermato Gallus. «E quando di fronte a questa evidenza l’avvocato ci ha detto che il Comune sarebbe uscito soccombente dalla causa abbiamo accettato la transazione di 83mila euro». Nel pubblico anche l’ex sindaco Demartis, che ha dichiarato di non accettare che le responsabilità dell’amministrazione Gallus fossero attribuite alla sua gestione.
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