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Oristano

Istoria centra il bersaglio della cultura

Istoria centra il bersaglio della cultura

Arborea, il festival ha parlato di integrazione attraverso l’arte, l’attualità e gli studi storici

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ARBOREA. Una due giorni di incontri per parlare di integrazione. Il festival multiartistico di storia contemporanea “Istoria” va in archivio e incassa il successo. È un evento nato grazie al lavoro della Consulta Giovanile, che parla di storia e coinvolge, oltre Arborea e il suo passato, le storie di tutta la Sardegna. «Siamo soddisfatti. La nostra sfida per questa terza edizione era di far crescere Arborea culturalmente e divertirci. Ci siamo riusciti – commenta il presidente della consulta Davide Braina –. La formula dell’itinerario culturale ci ha permesso di dar vita a edifici poco sfruttati come la Gil e il museo. Abbiamo dimostrato di essere cresciuti sotto l’aspetto organizzativo e dei contenuti anche grazie al sostegno delle aziende locali. Di strada per migliorare ne abbiamo tanta da fare, ma l’obiettivo è quello di fare di Arborea con Istoria un centro di cultura».

Tanti gli incontri che hanno costellato la due giorni e visto una buona partecipazione: sabato si è partiti con “Soldati, coloni, migranti. Storie di Sardi in Africa” con Valeria Deplano a parlare della vita nelle colonie fasciste, mentre alle 18.30 si è affrontato il tema “Integrazione e griot” con il mediatore Mamadou che ha condotto in un viaggio fatto di parole, musica, e giochi, per conoscere alcuni personaggi importanti come Mandela e Mohammed Alì, o le fiabe della tradizione africana.

Ancora si è parlato di “Integrazione e interazione”, con l’associazione Sunigaal, che lavora non solo per i migranti ma assieme a loro. Ha presentato “Barriere Invisibili” e “la Panchina”, due opere di Kilap Gueye. L’assaggio di prodotti locali con l’apericena a chilometri zero e il concerto di Mankind has Fallen, Menhir e Dealma ha chiuso la serata.

Domenica si è parlato di “Inclusione sociale” con Marco Conti che ha presentato il suo libro di racconti “Il violinista del diavolo”, che tratta diversi temi di stringente attualità, e dopo le associazioni A.G.E.D.O e A.R.C hanno presentato il documentario “Nessun Uguale”, in cui diversi giovani raccontano la propria esperienza di mancata inclusione per motivi di orientamento sessuale.

In chiusura la Premiazione per Lézere, concorso Internazionale di letteratura, e infine si è discusso di “Integrazione e Drammaturgia” con “Il Dio Petrolio” di Frantziscu Masala, profezie della Catastrofe Antropologica, messo in scena dall’Associazione Culturale Tra Parola e Musica - Casa di Suoni e Racconti. Nei due giorni inoltre è stato dato spazio ad architettura e arte. (c.d.)

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