La Nuova Sardegna

Oristano

Una danza per la vita La storia di Anna Maria

di Michela Cuccu
Una danza per la vita La storia di Anna Maria

La battaglia contro il cancro di una commerciante campionessa di ballo sportivo «Mi curo con la chemio sperimentale. Le gare hanno sostituito la fisioterapia»

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ORISTANO. Sono campioni regionali di danza sportiva, ma dietro quel trofeo che domenica scorsa al palazzetto dello sport di Cagliari ha assegnato, per il settimo anno consecutivo, il primo posto per la categoria A-danze standard alla coppia oristanese formata da Anna Maria Biancu e Sergio Porta, c’è qualcosa che va anche oltre la passione del ballo. C’è un messaggio profondo che parla di speranza, di lotta contro una malattia (il tumore al seno) che ancora oggi fa paura, ma dalla quale, con le cure adeguate, si può guarire e con una forte dose di buona volontà si può affrontare. Quando Anna Maria Biancu parla di sè, la prima cosa che dice è «il ballo mi ha allungato la vita». Frase che lei, 58 anni, commerciante e madre di figli ormai adulti e indipendenti, pronuncia sul volto raggiante, con l’espressione da adolescente. Eppure, è trascorso meno di un anno dalla diagnosi che i medici dello Ieo di Milano (l’istituto europeo di oncologia) le comunicarono, fissando anche la data dell’operazione. «Mi telefonarono dall’ospedale, per dirmi che la settimana successiva sarei stata sottoposta all’intervento – racconta – ma io quello stesso giorno dovevo essere a Rimini, per partecipare ai campionati italiani di danza. Subito realizzai che non avrei mai rinunciato per nulla al mondo a quella gara e mi inventai una scusa. Dissi che non avevo trovato posto sull’aereo, ottenendo il rinvio di una settimana». Anna Maria Biancu, infatti, salì sull’aereo: per andare a Rimini dove l’aspettava la gara. Fu un trionfo. «Non abbiamo vinto nulla, ma siamo stati promossi alla categoria “A” – racconta la signora – e la gioia per quel traguardo raggiunto mi accompagnò, una settimana dopo, in sala operatoria, convinta che l’avrei spuntata anche nella competizione più difficile: quella contro la malattia». Poco prima di entrare in sala operatoria, Anna Maria confessa all’oncologa «non era vero che non avevo trovato posto in aereo, in realtà sono andata ai campionati nazionali di danza. La dottoressa mi rispose con un sorriso. Ha fatto benissimo, mi disse». Dopo l’intervento, con la doppia mastectomia e la plastica ricostruttiva, Anna Maria ha dovuto affrontare la chemioterapia sperimentale. «Continuo a curarmi a Milano. Sto bene – racconta – la cosa più incredibile è che grazie al ballo non ho avuto necessità di fisioterapia, cosa che ha sorpreso anche i dottori». E quando dice «di cancro si può guarire e la chemioterapia sperimentale funziona», rivolge uno sguardo dolcissimo verso al marito, compagno di vita e di danza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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