Villaurbana, insediamento con polemiche
Nessun incarico per Nilva Pulisci, la più votata nell’unica lista, che accusa: il neo sindaco è manovrato
VILLAURBANA. Insediamento della nuova giunta caratterizzata da un’accesa polemica tra il neo sindaco Paolo Pireddu e la consigliera Nilva Pulisci, esclusa dall’elenco degli assessori nonostante avesse ottenuto ben 111 preferenze, risultando la più votata tra le donne in lizza. Eppure la campagna elettorale si era svolta senza evidenziare problemi, anche perché in campo c’era soltanto una lista: quella guidata da Pireddu, appunto. Un’esclusione presa malissimo da Pulisci, che durante l’insediamento del nuovo Consiglio, avvenuto giovedì scorso nel salone del centro socio culturale, ha indirizzato parole durissime al sindaco, dietro il quale, a suo giudizio, ci sarebbe «un manovratore più o meno occulto», identificato dalla consigliere nella persona «dell’ex sindaco Antonello Garau». «Dopo le elezioni – precisa Nilva Pulisci –, durante la prima riunione di gruppo, sono stata accusata di aver condotto la campagna elettorale in maniera scorretta, e soprattutto di aver chiesto l’appoggio a una famiglia invisa all’ex sindaco Antonello Garau. Ho avuto un incontro con lo stesso Garau, l’attuale sindaco e due dei neo assessori. In quell’occasione ho manifestato esplicitamente il sospetto che la mia esclusione da un incarico assessoriale fosse attribuibile alla volontà dell’ex sindaco». Circostanza smentita in maniera categorica da Pireddu, che sulla questione afferma: «La signora Pulisci sosteneva che essendo stata la più votata tra le donne in lista, doveva entrare in giunta. Trattandosi di una lista unica – precisa il sindaco – il nostro obiettivo era quello di portare alle urne il maggior numero di elettori possibile e non quello di massimizzare le preferenze ottenute da ognuno in previsione dei futuri incarichi. Gli incarichi sono frutto di una scelta del gruppo, all’interno del quale ognuno ragiona con la propria testa, in totale autonomia. Di registi, occulti o palesi, non ce ne sono: lavoriamo tutti autonomamente». Ma le risposte del neo sindaco non convincono Nilva Pulisci, che la macchina amministrativa la conosce bene: è stata amministratrice di Villaurbana nel decennio 83-93 con Alberto Sanna sindaco. «Se l’elettorato esprime un’indicazione di voto – puntualizza Pulisci – nessuno è autorizzato a non tenerne conto. La democrazia è fatta di consenso, e il consenso è espresso con i numeri. A poco valgono le parole di circostanza espresse ufficialmente per giustificare la mia esclusione dalla giunta, unica sede in cui si prendono le decisioni che contano. Tantomeno i riconoscimenti della professionalità, serietà, capacità e quant’altro detto dal sindaco. Una cosa è certa, non ho alcuna intenzione di dimettermi. Chiaramente valuterò ogni atto e voterò secondo coscienza».
Piero Marongiu
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