Romeni in città, l’incontro con il ministro Stoenescu
ORISTANO. «Durante la visita ufficiale del ministro romeno per i rapporti con i rumeni nel mondo, Dan Stoenescu, in città, è accaduto qualcosa di molto speciale». A scrivere è Paula Monica Mitrache,...
ORISTANO. «Durante la visita ufficiale del ministro romeno per i rapporti con i rumeni nel mondo, Dan Stoenescu, in città, è accaduto qualcosa di molto speciale». A scrivere è Paula Monica Mitrache, nota con il nome d’arte Haiducii (la sua canzone “Dragostea din tei” del 2004, ebbe molto successo mondiale) che ha accompagnato il ministro durante la visita. Paula Mitrache, fondatrice dell’associazione di mediazione sociale “dacia Nicolaiana”, con sede a Bari, si occupa di diffondere la cultura romena nel mondo. Alcuni anni fa aveva donato ai bambini della scuola di via Bellini i classici della letteratura romena. «Quello dell’altro giorno – ha detto l’artista –, dal mio punto di vista, è stato un incontro impeccabile, che ha messo in evidenza l’importanza della presenza dei romeni in Italia e in Sardegna”. La delegazione, nel Teatro San Martino, ha incontrato i veri protagonisti del giorno: i rappresentanti della comunità romena di Oristano e Carbonia. «È stato lì che ho visto da lontano la sagoma di una signora che accompagnava una donna molto bella, seduta su una sedia a rotelle. Si è fermata davanti a noi e ci ha sorriso. Ho chiesto alla signora in sedia a rotelle se fosse romena e lei mi che era italiana: “ho accompagnato la mia badante romena, ha bisogno di voi, aiutatela”, ha aggiunto. Ho cercato di mantenere le mie emozioni e ho sorriso. Avevo voglia di abbracciarla e dirle grazie! Le abbiamo fatto un lungo applauso. Poi ho osservato attentamente le signore romene vestite in costumi tradizionali, indossati con orgoglio, e ho notato la loro stanchezza ma anche la voglia di far capire alle autorità romene che loro ci sono e che sentono il bisogno di essere tutelate. Tutto il mio grande rispetto va a loro, che fanno grandi sacrifici lontano dalla loro patria, e vivono spesso nella solitudine chiamata diaspora. Quindi mi sono rivolta al ministro, e gli ho detto: benvenuto sull'isola del vento, dell'umiltà, dei mille colori della natura e delle tradizioni».
Piero Marongiu
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