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Bosa, la Croce rossa si prepara all’estate

Bosa, la Croce rossa si prepara all’estate

I volontari dell’associazione saranno presenti nelle spiagge per la sicurezza dei bagnanti

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BOSA. Ultimo contributo in ordine di tempo quello in arrivo dai servizi prestati in occasione del Bosa Beer Fest, che ha permesso l’acquisto di un moderno sanificatore. «Uno strumento indispensabile per garantire la sterilizzazione delle cellule sanitarie, a maggiore garanzia della sicurezza di pazienti e operatori» spiega il presidente Salvatore Deriu, che si prepara insieme ai volontari del soccorso alle lunghe ore dei servizi estivi nel territorio di competenza del Comitato della Croce rossa di Bosa. L’ausilio insomma renderà ancora più sicuri ad esempio gli ambienti delle ambulanze o delle tende allestite in caso d’emergenza, grazie ad un potente getto di ozono che sterilizza in profondità l’intera zona dove possono annidarsi batteri e virus. «Questo consentirà un notevole risparmio di tempo ai volontari che periodicamente sottopongono i mezzi e le attrezzature alla tradizionale sanificazione», spiega Deriu. L’acquisto del sanificatore è stato possibile grazie ai rimborsi pervenuti alla Croce rossa di Bosa per i servizi di assistenza prestati in diverse manifestazioni, che ha consentito di coprire la quasi totalità del costo dell'attrezzatura medicale acquistata. La Croce rossa reinveste ogni introito a beneficio del suo territorio, con attività sempre più professionali grazie anche alle moderne attrezzature di cui si sta dotando. Mentre un'attenzione particolare è rivolta alla inclusione sociale a vantaggio dei meno abbienti, messi a dura prova dai tempi di crisi crescente, con riferimento al servizio dedicato alla consegna di alimentari, beni di prima necessità e indumenti. Introiti in arrivo ad esempio dal servizio fornito agli enti che organizzano manifestazioni di ampia partecipazione popolare, dove è richiesta la presenza di mezzi e personale per il primo soccorso. «Per quanto ci riguarda abbiamo ad esempio sempre a disposizione i defibrillatori, e ovviamente gli operatori presenti sono abilitati all’utilizzo in caso di emergenza» spiegano dal presidio di Bosa. Che conta un centinaio di volontari con compiti suddivisi in vari ambiti: dal servizio di trasporto infermi, all’impiego nei turni del pronto intervento medico d’emergenza del 118, alla protezione civile, al servizio di salvataggio in acqua. Con un parco mezzi di tutto rispetto che conta quattro ambulanze (di cui una fuoristrada), due furgoni, due vetture, vari rimorchi con attrezzature e idrovore e, indispensabili in una città fluviale e legata al mare, ben due idroambulanze. Senza contare che il personale può partecipare, grazie ad un protocollo d’intesa firmato nei mesi scorsi, a interventi di salvataggio in mare a bordo delle motovedette della Guardia Costiera.

Alessandro Farina

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