La Nuova Sardegna

Oristano

S’Archittu, statua divelta e fatta sparire

di Piero Marongiu
S’Archittu, statua divelta e fatta sparire

L’effige della Madonna che tante polemiche aveva suscitato è scomparsa dalla passeggiata di fronte all’arco

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CUGLIERI. «Amarezza e incredulità». Sabrina Sanna, vedova del brigadiere dei carabinieri Giandomenico Costa, originario di Ghilarza, annegato nelle acque dello Scoglio del Genovese durante una battuta di pesca subacquea nel settembre del 2014, che aveva ottenuto le autorizzazioni per posizionare, sul lungomare, una statua della Madonna «perché proteggesse i bagnanti», allarga le braccia e dice: «Purtroppo, dopo tutto quello che si è detto e scritto, l’epilogo non poteva essere diverso. Avevo già dato più volte la mia disponibilità a ricollocarla in un altro sito, compreso nella chiesa di Santa Caterina di Pittinuri. Non posso che essere rammaricata per un gesto, a mio giudizio, inqualificabile».

Un atto vandalico che ha provocato molta indignazione, anche tra molti di quelli che avevano chiesto la rimozione della statua e la sua ricollocazione altrove. Nella notte tra lunedì e martedì, qualcuno, probabilmente munito di martello e scalpello, ha agito sul basamento che sosteneva la statua, l’ha divelta e portata via.

Qualche giorno fa contro quella presenza, considerata inopportuna, si erano schierati anche la portavoce di Italia Nostra per la provincia di Oristano Anna Paola Camedda, e il fotografo milanese Oliviero Toscani. «Non è detto che un dolore privato possa usufruire di uno spazio che appartiene a tutti - ha dichiarato Camedda -. Non è detto che quel dolore sia condiviso da tutte le persone che fruiscono di quel sito», mentre Toscani, intervenendo su Radio Radicale, polemizzando vivacemente con l’ex sindaco Andrea Loche, ha dichiarato: «Se in Italia tutti i dolori privati dovessero essere simboleggiati da una statuetta non sarebbe più possibile camminare per strada». “Vorrei che Toscani venisse a S’Archittu per vedere personalmente il risultato sortito dalle sue parole», ha commentato ieri Andrea Loche».

«Oliviero Toscani - ha detto il neo sindaco di Cuglieri, Giovanni Panichi - ha dato un buon contributo a sollevare i toni, e questo è la conseguenza. Noi tutti, comunità e amministrazione, ci stavamo adoperando per risolvere il problema in modo civile, nel rispetto delle norme. È chiaro che per fare questo occorreva il giusto tempo. Se avessimo atteso una settimana soltanto, probabilmente, la situazione si sarebbe risolta con buona pace di tutti, anche perché avevamo già individuato diverse soluzioni, compresa quella di ricollocare la statua nella chiesa della borgata di Santa Caterina».

Dopo l’episodio accaduto tra lunedì e martedì sul banco degli imputati sono così finiti i promotori della petizione che chiedeva lo spostamento della statua.

Roberto Lacedra, che aveva assunto l’iniziativa di una raccolta di adesioni su change.org ha ieri diffuso un comunicato per prendere le distanze «in modo netto» dall’azione di chi ha divelto e fatto sparire la statua. «Lo scopo della petizione - scrive Lacedra -, oltre che del coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati a sostegno della causa, era quello di ricollocare la statua in un luogo accettato da tutti anche per evitare che potessero verificarsi fatti come quello appena accaduto».

Proprio ieri è stata consegnato all’ufficio protocollo del Comune di Cuglieri la documentazione relativa alla petizione sostenuta da 1357 cittadini.

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