La Nuova Sardegna

Oristano

Guidare una Diocesi con poca teoria e molta pratica

di Mario Girau
Guidare una Diocesi con poca teoria e molta pratica

Oggi si celebrano i 10 anni da arcivescovo di Ignazio Sanna Dall’università ai problemi quotidiani della comunità

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ORISTANO. Pranzo con gli ospiti della Caritas, nella sede del Mutuo Soccorso, e solenne concelebrazione in cattedrale (alle ore 18). L’arcivescovo ha scelto di ricordare il decimo anniversario dell’ordinazione episcopale (avvenuta 25 giugno 2006 ) nel segno di tre elementi caratteristici del suo stile pastorale: preghiera e liturgia, solidarietà operosa, annuncio del Vangelo.

Per monsignor Ignazio Sanna la nomina vescovile, voluta direttamente da papa Ratzinger, ha comportato un radicale cambio di passo. «Per 39 anni di sacerdozio ho svolto il ministero sacerdotale sempre in ambito associativo e universitario. Poi, lasciata da parte la scuola dell’Università, ho preso - scrive il presule nell’Arborense, il settimanale della diocesi - quella quotidiana di umanità. Il contatto diretto con la gente, con i suoi sempre nuovi problemi sociali, economici, religiosi, mi ha fatto dimenticare molta teoria e acquistare molta pratica, ridimensionare molta idealità e accettare molto realismo».

Nonostante i numerosi incarichi nazionali e internazionali, l’arcivescovo segue di persona tutti i settori della vita diocesana - pastorale, liturgico, caritativo, culturale, sanitario, amministrativo - ricercando il dialogo diretto con la gente.

L’immersione totale nel dinamismo della Chiesa oristanese ha confermato in monsignor Sanna che «la misura dell’umanità è il contatto con il mondo della sofferenza e del dolore».

Dentro il pianeta-sofferenza il vescovo è entrato più volte: sono stati 26 i preti e religiosi del suo clero di cui ha celebrato i funerali, a fronte di soli 13 giovani sacerdoti ordinati dal presuli. Prima di portare le insegne episcopali “don Ignazio” poche volte aveva amministrato l’estrema unzione. Durante la visita pastorale nell’oristanese ha scoperto che dare quest’ultimo sacramento «mi commuoveva fortemente».

Il contatto con i malati di Sla, con i degenti negli ospedali e nella case di cura e con i detenuti nelle carceri «mi ha fatto scoprire - dice monsignor Sanna - autentici santuari di sofferenza e banchi di prova della conservazione o della perdita della fede».

La visita pastorale alle 85 parrocchie di Oristano è durata tre anni e ha generato un sinodo “rivoluzionario” che chiama i laici a grandi responsabilità nella Chiesa. Ma Sanna si considera “in visita” ogni giorno, perché quotidianamente incontra vittime della violenza e delle ingiustizie sociali, giovani senza lavoro e senza futuro, coppie in difficoltà, persone sole e abbandonate.

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