La bolletta si paga a metà se l’acqua non è potabile
Bosa, prescritta dal Giudice di pace una parte delle somme richieste da Abbanoa La sentenza dà ragione a un cittadino alle prese con un sollecito di 2mila euro
BOSA. Per il Giudice di pace una parte delle somme richieste da Abbanoa erano prescritte, mentre l’utente ha diritto al cinquanta per cento di riduzione del costo dell’acqua per quanto riguarda quella consumata nel periodo in cui non era potabile.
Questo il fulcro della sentenza, pronunciata nei giorni scorsi a Oristano, che da ragione alle richieste di un cittadino di Bosa alle prese con un sollecito di pagamento di circa duemila euro, patrocinato dai legali Valeria Dettori e Gianlorenzo Tealdi.
Sentenza che suona come un importante precedente in un territorio dove non sono mancati più volte motivi del contendere, sul fronte delle richieste in arrivo dal gestore unico ai cittadini.
Nel caso specifico la formale richiesta di Abbanoa arriva all’utente bosano nell’estate del 2013, con una diffida ad adempiere rispetto al saldo di contestati mancati pagamenti di consumi idrici a partire dal 2006, di cui peraltro il cittadino non aveva ricevuto alcuna precedente richiesta.
Da Bosa parte quindi il formale reclamo agli uffici di Abbanoa, in cui l’utente contesta la prescrizione parziale dei circa duemila euro complessivi richiesti, come il fatto che l’acqua, dal 2001 fino alla revoca del marzo 2010, non era potabile secondo un’ordinanza del sindaco di Bosa.
Reclamo a cui a quanto pare non segue alcuna risposta dal gestore unico, che invia all'utente un altro sollecito di pagamento, questa volta con preavviso di sospensione della fornitura in caso di mancato versamento della somma richiesta.
A quel punto la vicenda prende una piega giuridica: l’utente si rivolge infatti allo studio degli avvocati Valeria Dettori e Gianlorenzo Tealdi, con i due legali che presentano un ricorso al Giudice di pace di Oristano. Il quale, nella sentenza pronunciata nei giorni scorsi, dà piena ragione al ricorrente. Ammettendo come non dovuta una grossa parte delle somme richieste dal gestore idrico e condannando inoltre Abbanoa al pagamento delle spese del contenzioso.
«Il giudice ha statuito che Abbanoa non può richiedere agli utenti il pagamento di consumi prescritti, perché risalenti a più di cinque anni fa, né il pagamento integrale delle bollette per i periodi in cui l’acqua non era potabile o, in generale, quando il servizio non viene fornito in maniera completa e puntuale» spiegano gli avvocati Delogu e Tealdi. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza.
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