Mercato ittico, rilancio economico
La proposta del Psd’Az: lo spazio (mai aperto) perno di sviluppo
BOSA. Dopo l’annuncio dei giorni scorsi il Psd’Az cala sul tavolo della maggioranza l’asso nella manica di una analitica ipotesi di sviluppo nell’area cerniera fra il centro storico ed il litorale, con perno il mercato ittico. Da inserire, questa l’idea di fondo, in un contesto territoriale che si estende ad altre città regie della Sardegna ma nell’ottica di apertura verso le diverse realtà dell’intero Mediterraneo. Questa in sintesi la visione presentata nei giorni scorsi al sindaco di Bosa, in una riunione richiesta dalla sezione dei quattro mori.
«Il problema della messa in funzione e gestione del mercato ittico, realizzato ormai da molti anni con fondi della Comunità Europea e mai aperto al pubblico, rappresenta l’occasione per una valutazione globale sul rapporto fra la città, nella sua storica localizzazione intorno al castello, e il mare, quale elemento fondamentale dello sviluppo economico in termini di traffici commerciali, del comparto pesca (corallo compresa) e più di recente, come attrattiva di forte valenza per i flussi turistici» la premessa generale. L’’obiettivo è costituire una sorta di cerniera tra area urbana e litorale mettendo a sistema un insieme di risorse oggi frantumate e, spesso, inespresse o dimenticate alla luce della contiguità geografica tra fiume Temo, mercato ittico e attiguo porticciolo di attracco, gli edifici del mai nato Museo del Mare (nell’ex stabilimento di mattoni), che ospitano tra l’altro la sede della Canottieri Sannio. Tutti elementi che per il Psd’Az possono diventare «Un unico polo di attrazione dove localizzare attività di vendita, di consumo e di promozione» delle produzioni artigianali ed enogastronomiche, nell’area all’ingresso di Bosa Marina.
Questo contesto, secondo il Psd’Az «Per importanza e dimensione ragguardevole consente di non limitare l’interesse al livello locale ma, anzi, di proporre un’iniziativa di respiro regionale a valere su fondi europei» la possibile chiave di volta in tema di risorse economiche. Per il Psd’Az insomma il comune fluviale potrebbe diventare l’ente capofila di una iniziativa che coinvolga le realtà costiere partendo da Oristano/Marceddì fino a Castelsardo, attraverso diversi punti chiave che vanno dalla creazione di una rete di mercati ittici, marinerie e imprenditori nel settore della ristorazione, alla nascita di laboratori per la lavorazione del pescato, creazione di itinerari del gusto mare-campagna riferibili alle realtà delle città regie di Oristano, Bosa, Alghero e Castelsardo, con prodotti certificati da un marchio di sostenibilità ambientale. Un sistema infine aperto alla ricerca di un partenariato transfrontaliero con le realtà simili che si affacciano sul Mediterraneo.
Alessandro Farina
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