La Nuova Sardegna

Oristano

ASL 5

Tagli e vincoli non depotenziano l’assistenza

Tagli e vincoli non depotenziano l’assistenza

La conferenza dei sindaci approva il bilancio all’unanimità, ma pesa l’incognita sul futuro

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ORISTANO. Nel 2015 dalla Regione sono arrivati alla Asl 5 di Oristano 18 milioni di euro in meno rispetto allo stanziamento precedente. Eppure, nonostante questo, nessun servizio è stato eliminato e in alcuni l’assistenza è risultata potenziata. Ecco perchè il commissario straordinario della Asl 5 Maria Giovanna Porcu può dirsi soddisfatta delle prestazioni erogate dalla Asl. Il bilancio consuntivo 2015 ha incassato l’approvazione all’unanimità da parte della conferenza dei sindaci, e chiude con appena dieci milioni di perdita. «Si tratta di un ottimo risultato, considerando la pesante diminuzione delle assegnazioni regionali –, ha commentato il commissario –. Per ottenerlo si è lavorato sulla contrazione dei costi della produzione, che ha permesso di risparmiare oltre due milioni di euro, incidendo su personale e servizi (costati rispettivamente il 2% in meno rispetto all'anno precedente), la rimodulazione dei contratti con i fornitori, le unioni d'acquisto con altre Asl e la definizione di processi a minore impatto economico. Non è stato invece possibile incidere sui costi dei prodotti farmaceutici: a determinare il rincaro sono stati i farmaci antineoplastici, immunosoppressivi e antiemorragici di nuova generazione».

Ci sono molte luci nel lavoro che il management della Asl 5 ha portato avanti. Tra tagli e vincoli di spesa, per molte attività sono stati confermati i volumi di prestazioni dell’anno precedente, e in alcuni casi sono aumentati. È il caso dell'assistenza residenziale, riabilitativa e delle cure domiciliari: in aumento le giornate di ricovero nelle residenze sanitarie assistenziali, il numero delle prestazioni riabilitative, gli accessi a domicilio di infermieri, medici di medicina generale e specialisti. Incremento dell'8% per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. Bene anche i nuovi modelli di assistenza: al Mastino di Bosa è stato avviato il primo progetto sperimentale di ambulatorio integrato, aperto per 16 ore al giorno, mentre a Laconi è stata aperta la prima Casa della Salute della provincia.

Restano le incognite per il futuro. «Siamo molto preoccupati per il futuro dato che, stanti queste risorse – ha detto il commissario – non sappiamo se sarà possibile continuare a garantire gli stessi standard assistenziali e a far funzionare al meglio nuovi fondamentali servizi, come la Neuroriabilitazione ospedaliera, che si candida a diventare un polo d'eccellenza in Sardegna, ma che immancabilmente ha bisogno di risorse dedicate per poter crescere».

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