Arriva Italia Unica, calamita per i partiti di centro
ORISTANO. La campagna per il «no» al referendum sulla riforma costituzionale e le elezioni amministrative di Oristano, previste per la prossima primavera: sono questi i primo obiettivi di Italia...
ORISTANO. La campagna per il «no» al referendum sulla riforma costituzionale e le elezioni amministrative di Oristano, previste per la prossima primavera: sono questi i primo obiettivi di Italia Unica, il partito fondato dall’ex ministro alle Infrastrutture, Corrado Passera che sbarca in città. I coordinatori regionale e provinciale, Tore Piana e Piero Casula (ex sindaco di Bosa) hanno illustrato i programmi per il prossimo futuro del partito, di area liberale democratica. È già al lavoro il nuovo partito per aggregare anche nell’Oristanese «coloro che non si riconoscono negli attuali partiti del centro destra».
I primi appuntamenti sono già in calendario. Si inizia lunedì alle 10.30 in piazza Eleonora, con un banchetto per illustrare i motivi del «no» alla riforma costituzionale recentemente approvata. Sempre lunedì, ma alle 18.30 all’Hotel Mariano IV è convocata un’assemblea popolare, nella quale il nuovo partito si presenterà pubblicamente e avvierà la campagna di adesioni per la formazione del coordinamento cittadino e provinciale.
I risultati delle elezioni che hanno permesso l’ingresso in maggioranza a Olbia e negli altri centri isolani dove il partito si è presentato ed è riuscito ad eleggere propri rappresentanti, è uno stimolo che potrebbe avere un effetto trainante. Non è un caso che Italia Unica abbia già annunciato la propria candidatura e la disponibilità «a stringere alleanze con le forze moderate e centriste per dare un nuovo governo al Comune di Oristano».
Molte le critiche mosse ai partiti che governano la città e la Regione. «Dal momento dell’insediamento della giunta Pigliaru, Oristano ha perso ruolo, leadership e rappresentanza nella politica sarda, tagliata fuori dalla legge di riordino delle autonomie locali, assiste alla cancellazione di uffici pubblici e sanità».
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