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Il silenzio della Regione sullaVisna maedi

Il silenzio della Regione sullaVisna maedi

La Coldiretti: a 8 mesi dal tavolo tecnico sulla lentivirosi ovina non si hanno certezze sulle cause

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ORISTANO. «Siamo davanti ad un sistema sanitario incapace di dialogare e fornire soluzioni alle aziende zootecniche». Con questo durissimo atto d’accusa, la Coldiretti provinciale denuncia i ritardi sull’emergenza Visna maedi. «Sono passati quasi due anni da quando abbiamo segnalato alle istituzioni regionali la presenza, in varie aziende ovine dell’ alto oristanese, di sintomatologie gravi riconducibili alla Visna maedi, una lentivirosi degli ovini, situazione peraltro attestata da apposite diagnosi redatte dalla Asl 5 – si legge in un duro comunicato –. Le ripetute richieste di intervento, portarono alla costituzione, nel giugno del 2015, di un tavolo tecnico di lavoro sulle lentivirosi degli ovini. Tavolo, che nella riunione del 15 ottobre, alla presenza degli stessi assessori alla Sanità e all’Agricoltura, ha messo in dubbio le diagnosi realizzate sino a quel momento, evidenziando la necessità di procedere con ulteriori analisi per precisare l’origine delle gravi sintomatologie riscontrate sui capi ovini, alle quali far poi seguire le azioni di profilassi e di risanamento. Purtroppo, non c’è alcuna risposta concreta per le aziende: non è stato avviato nemmeno il percorso diagnostico utile a capire le reali cause della sofferenza nelle greggi», denuncia l’organizzazione agricola. «Il sistema sanitario regionale, in otto mesi, non ha saputo fare altro che metter in discussione, solo verbalmente, le diagnosi fino ad ora prodotte, senza attivare nessun meccanismo efficace ed ufficiale atto a togliere dall’incertezza le aziende interessate – afferma il direttore provinciale della Coldiretti, Giuseppe Casu – una situazione inaccettabile. Gli allevatori non conoscono i motivi che determinano la sofferenza delle greggi e la conseguente perdita di reddito. Se non si tratta di Visna maedi, si dica con chiarezza e subito, quali sono le reali patologie e quali le misure necessarie per ripristinare la normale gestione degli allevamenti». Ed aggiunge «Purtroppo, decisioni e comunicazioni incoerenti servono solo ad acuire l’emergenza delle imprese e a compromettere definitivamente il rapporto di fiducia tra aziende zootecniche e istituzioni pubbliche. Con la sensazione di un sistema sanitario che nel suo complesso non riesce, o si rifiuta, di dialogare con le imprese e, ancora peggio, è incapace di fornire risposte. Ora occorre dare seguito immediato alle decisioni assunte dal tavolo tecnico regionale, chiarire le cause delle manifestazioni sintomatiche, e avviare un percorso di risanamento, supportando le imprese maggiormente colpite anche in termini finanziari. In assenza di risposte, alle imprese non resterà che proseguire con percorsi legali».

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