Paura a Sedilo aggredito dalle fiamme
L’incendio nato nel Marghine due giorni fa si risveglia e incenerisce boschi e terreni: distrutti cinquemila ettari
SEDILO. Un mostro rovente che ha avvolto nelle sue spire infuocate almeno quattromila ettari di territorio nelle campagne tra Sedilo verso Noragugume e la piana di Ottana. Un rogo spaventoso che per tutta la sera ha tenuto mobilitato un apparato antincendi gigantesco, eppure a tarda notte ancora impegnato in quello che si annuncia come uno dei giorni più difficili per la lotta al fuoco. Cinque Canadair, cinque elicotteri, centinaia di uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, le squadre comunali, Vigili del fuoco di Oristano, Nuoro, Ghilarza e ancora Macomer: tutti gli uomini disponibili richiamati al lavoro per una lotta impari contro il fuoco. Con loro, centinaia di volontari, barracelli, amici e parenti dei tanti allevatori che si sono letteralmente visti circondati dalle fiamme. Attorno alle 20, momenti di grande tensione quando le fiamme sono arrivate a lambire alcune case. Soprattutto a San Basilio, è stato necessario evacuarle per precauzione. Poi l’allarme è rientrato, ma tutto l’abitato è stato letteralmente circondato dalle fiamme.
Una lotta impari, perchè il rogo è partito da tre fronti diversi. Dopo la giornata campale vissuta venerdì nel Marghine, la parte dell’Alto Oristanese ha dovuto fare i conti con focolai lontani tra di loro, e un vento che ha continuamente sparigliato le mosse dell’apparato antincendi. Decine di aziende agro pastorali interessate, lungo la parte del territorio che si estende verso Ottana. L’area di Su Campu, ma anche Su Marghini e quindi San Basilio lungo la strada per Noragugume. Tantissime le chiamate di aiuto arrivate ai Vigili del fuoco, difficile intervenire a terra in un territorio continuamente inframezzato da muretti a secco che dividono le diverse proprietà.
Tutta la sera i Canadair hanno fatto la spola tra i terreni solcati dal fuoco e il lago Omodeo. In formazione: corsa al rifornimento, quinti ritorno e scarico dell’acqua. Sindaci sul territorio, impossibile parlare con il primo cittadino di Sedilo Alessio Petretto: «Sto andando a far vedere ai Vigili del fuoco un punto di approvvigionamento, ci sentiamo più tardi». Meno problematica ma comunque seria la situazione anche a Aidomaggiore, dove il sindaco, Adele Virdis, ha avvisato la popolazione. «Non abbiamo ancora una stima dei danni, siamo stati meno colpiti, ma tutto intorno è una devastazione». Già, una devastazione: i pastori non ne hanno voluto sapere di lasciare le loro aziende, hanno cercato di mettere in salvo il bestiame ma in qualche caso non è stato possibile.
A tarda notte tutto l’apparato era ancora mobilitato. La conta dei danni, di un disastro devastante e attribuibile a mani scellerate, tutta da fare.
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