La protesta degli educatori senza stipendio da 3 mesi
Liquidata a giugno una parte delle spettanze relative a marzo, poi più nulla La Provincia si difende: «Ritardi dovuti a motivi tecnici. Porremo rimedio»
ORISTANO. «Ci avevano promesso che gli stipendi sarebbero arrivati, invece ci è stato liquidato soltanto l’88 per cento del mese di marzo e nulla relativamente ad aprile, maggio e giugno». Ancora difficoltà per gli educatori dell’assistenza scolastica per gli studenti diversamente abili delle Superiori. Una situazione difficile, quella denunciata da alcune decine di lavoratori impegnati in un servizio garantito dalla Provincia per assicurare anche ai ragazzi diversamente abili il diritto allo studio. Ma la Provincia, in via di smantellamento, è in affanno. Niente finanziamenti ed anche per riuscire a saldare i conti di servizi già avviati e sanciti, come in questo caso, dalla Costituzione, si fanno gli equilibrismi. «Eppure i soldi ci sono: così ci era stato garantito un mese fa, ma noi non abbiamo visto più un centesimo dalla fine di giugno, quando appunto di pagarono parte dello stipendio di marzo», denuncia Mauro Tuveri, rappresentante degli educatori.
Una conferma arriva dall’amministratore straordinario della Provincia, Massimo Torrente. Spiega che, dopo la protesta clamorosa dei genitori dei ragazzi disabili che avevano, la scorsa primavera, presidiato la sede dell’Amministrazione provinciale di via Carboni, c’era stato un incontro in Regione «Con esito positivo – dice Torrente – vennero innanzitutto reperiti i fondi per un finanziamento straordinario indispensabile per saldare i pagamenti relativi all’anno scolastico in corso. Non solo: ci assicurarono che anche il prossimo anno scolastico il servizio sarebbe proseguito, attraverso un nuovo finanziamento. A seguito di questo impegno da parte della Regione siamo riusciti ad avviare le procedure per il saldo delle somme dovute agli operatori. Se ciò non è avvenuto definitivamente è solo per motivi tecnici e confidiamo di sbloccare tutto nel più breve tempo possibile».
Insomma, per ricevere gli stipendi gli educatori dovranno attendere ancora. «Situazione per tanti di noi a dir poco pesantissima – dice ancora Tuveri – considerato che tutti noi dobbiamo vivere e in tanti abbiamo persino anticipato di tasca le spese, ad esempio, per recarci sul posto di lavoro. Se poi aggiungiamo che non tutti avremo diritto all’assegno di disoccupazione per i mesi estivi, coloro che invece hanno una partita Iva resteranno senza nulla. E poi dicono che l’istruzione è un diritto», conclude amaramente.
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