I lavori al porticciolo al via entro l’estate
Risolti i problemi che impedivano di avviare la caratterizzazione del fondale Entro poche settimane dovrebbero partire i sondaggi per le analisi
ORISTANO. Forse, dopo un’attesa di cui nessuno sa più quantificare la durata, il momento del via è più vicino di quanto sia mai stato. Voltandosi indietro sembrerebbe di aver affrontato un’avventura fantozziana, ma probabilmente è meglio guardare la pagina che verrà. L’assessore ai Lavori Pubblici, Efisio Sanna, è convinto che finalmente i lavori per l’ampliamento del porticciolo potranno partire già entro l’estate. Naturalmente si tratterà solo del primo e meno impegnativo passo, ma vista la lentezza con cui si è proceduto dall’inizio è meglio metterlo alle spalle quanto prima.
Nei giorni scorsi, infatti, l’amministrazione comunale ha ottenuto il via libera dall’agenzia regionale Arpas per avviare le analisi dei fondali. È quattro anni che se ne parla, ma sembra che questo lavoro pubblico al pari di altri abbia patito la mitica Legge di Murphy: se qualcosa può andar male, sicuramente lo farà. E infatti le procedure che precedono la caratterizzazione dei fondali che serviranno per capire se bisognerà fare uno smaltimento vincolato a procedure particolari per evitare problemi di inquinamento, hanno affrontato tante di quelle traversie che verrebbe da non credere sia stato possibile.
Ma questa è la realtà, fatta di ditte contattate per preventivi e poi non più operative dopo che avevano presentato l’offerta con il prezzo migliore e di situazione tragicomiche, mentre i soldi pubblici – quattro milioni di euro – erano in balia delle maree. Ad ogni modo, finalmente il semaforo è quello verde e, dopo il via dato dall’Arpas, al settore Lavori pubblici del Comune non resta che sbrigare gli ultimi adempimenti e poi verificare che elementi chimici siano presenti nella sabbia del porticciolo di Torregrande.
Per questa prima fase si spenderanno 130mila euro ed è indispensabile per poi completare il progetto, perché c’è l’obbligo di capire se i residui del fondale dovranno essere smaltiti come rifiuti speciali o addirittura pericolosi oppure essere semplicemente rigettati in mare senza procedure particolari.
Naturalmente anche tutto questo, sempre che realmente si riesca a partire entro l’estate, porterà via altro tempo. L’appalto vero e proprio per l’ampliamento della struttura non più rinviabile dovrebbe quindi essere assegnato entro il prossimo anno. A quel punto ci sarà da rispettare una tabella di marcia con dei paletti molto stretti per cui entro il 2018 l’opera dovrà essere interamente realizzata e dal 1° gennaio del 2019 dovrà anche essere funzionante. «Si poteva fare meglio – dice l’assessore Efisio Sanna – ma siamo andati incontro a numerosi problemi che hanno anche portato al congelamento del finanziamento regionale che poi è stato di nuovo sbloccato. Adesso speriamo di riuscire a correre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
