La Nuova Sardegna

Oristano

Attentato contro uno studio legale

di Enrico Carta
Attentato contro uno studio legale

Alle 2.30 del mattino di ieri un incendiario ha dato fuoco ai locali dell’avvocato Filippo Cogotti: in cenere fascicoli e pc

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ORISTANO. Sapeva dove andare e cosa bruciare. Chi ha dato fuoco a una parte dello studio dell’avvocato Filippo Cogotti era già stato nei locali al numero 26 di via Vandalino Casu, dove il giovane legale svolge la sua attività. L’incendiario ha fatto la sua ultima visita allo studio nelle prime ore di domenica mattina, verso le due e mezza. Con sè aveva una bottiglia di liquido infiammabile, di quelle utilizzate per accendere un barbecue, e qualcosa che lo aiutasse a forzare lo sportellone della finestra il cui vetro è stato poi mandato in frantumi.

L’attentatore non ha scelto una finestra a caso. Sapeva che stava sfondando proprio quella della stanza dell’avvocato Filippo Cogotti, che nel suo studio ospita anche la collega Daniela Corona e un praticante. Infatti una volta dentro non ha appiccato il fuoco in modo da danneggiare tutti i locali. Ha fatto qualcosa che lascia pensare che volesse far sparire per sempre dei documenti: ha infatti aperto i cassetti e preso tutti i fascicoli delle cause in corso. A quel punto li ha ammassati, aggiungendo alla catasta anche due computer prima di bagnare il tutto col liquido infiammabile. A quel punto, dopo aver verificato di avere la strada libera, ha dato fuoco a una mole enorme di documenti.

Quando un botto, probabilmente causato dall’esplosione del gas del condizionatore, ha richiamato l’attenzione di qualche vicino, l’incendiario che sicuramente voleva far diventare cenere qualche atto compromettente (pagamenti?) che lo riguardava era già lontano. I vigili del fuoco che stavano concludendo un altro intervento a Silì sono intervenuti giusto in tempo per evitare che l’incendio si propagasse all’intero stabile cosa che poteva essere pericolosissima, perché accanto allo studio di Filippo Cogotti c’è una rivendita di bombole. Se le fiamme fossero arrivate sin lì, poteva accadere qualcosa di facilmente immaginabile e, certamente, di non voluto dall’attentatore.

«Che l’unico obiettivo fossero i fascicoli coi loro atti è chiaro – dice l’avvocato –. Dentro lo studio c’erano pezzi di argenteria e una bicicletta da corsa. Se fosse stata una vendetta, chi ha appiccato le fiamme non si sarebbe fermato alla catasta di fascicoli e ai computer, ma avrebbe distrutto lo studio per intero».

Invece no, si è fermato a ciò che lo interessava creando comunque un danno da circa ventimila euro ai locali e qualcosa di molto più consistente e difficilmente quantificabile per l’attività legale che comunque era assicurata. Intanto la Polizia di Stato a cui sono affidate le indagini sta muovendo i primi passi. Nella zona ci sono varie telecamere, anche se queste non guardano esattamente verso lo studio legale. Nelle vie limitrofe tante attività hanno il sistema di videosorveglianza e potrebbero aver ripreso i passi di chi si recava ad appiccare l’incendio oppure scappava da via Vandalino Casu dopo aver portato a termine il suo compito.

Ora si cercherà di capire se manchi qualche fascicolo e si cercherà di avere importanti informazioni proprio dall’avvocato Cogotti, al quale è arrivata la solidarietà della presidentessa dell’Ordine provinciale forense, avvocato Donatella Pau, anche a nome dei suoi colleghi: «Manifesto la più profonda solidarietà e la più ferma condanna nei confronti degli autori dell’attentato. Le modalità del gravissimo atto che ha cagionato la distruzione di tutto l'archivio di studio e del computer non lasciano dubbi sul fatto che si sia voluto colpire il professionista prima ancora dell'uomo. Esprimo massima fiducia verso gli inquirenti confidando che si arrivi velocemente all’individuazione dei responsabili».

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