La Nuova Sardegna

Oristano

Dimissioni in massa degli organizzatori dell’Ardia di Sedilo

di Maria Antonietta Cossu
 Dimissioni in massa degli organizzatori dell’Ardia di Sedilo

Il direttivo dell’associazione Santu Antinu abbandona «Non possiamo adempiere alle incombenze assegnate»

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SEDILO. L’infuocata polemica dei giorni scorsi sulle misure di sicurezza all’Ardia ha prodotto un primo colpo di scena: il direttivo dell’associazione Santu Antinu si è dimesso. Sabato la convocazione d’urgenza, l’analisi della situazione alla luce delle competenze e dei poteri veri o presunti che l’organizzazione si è vista attribuire in ordine al controllo sull’osservanza, da parte dei cavalieri, dell’ordinanza Martini e infine la decisione unanime dei presenti di rimettere il mandato.

Un passo motivato in una lettera indirizzata al sindaco, al parroco e al segretario. «Considerato che da più parti vengono attribuiti a quest’associazione compiti e responsabilità non previsti nello statuto – è l’incipit della missiva - Che la stessa non è in grado di adempiere a tali incombenze in quanto non dispone del personale, dei mezzi e del potere giuridico indispensabili, e al fine di permettere a una struttura adeguata una corretta azione volta al regolare svolgimento della manifestazione, i componenti il consiglio direttivo rassegnano le dimissioni».

Con il senno di poi le dichiarazioni rilasciate il 7 luglio dal presidente Giacomo Meloni in risposta agli attacchi subiti per gli incidenti accaduti durante e dopo la corsa equestre suonano come un presagio. «Ci stanno scaricando addosso responsabilità che noi, come volontari, non abbiamo – aveva detto Meloni –. Non possiamo esercitare alcuna autorità o potere giuridico per controllare cavalieri e cavalli. L’unico compito previsto dallo statuto è di organizzare gli spettacoli civili, ma abbiamo accettato di collaborare sul fronte della sicurezza. Mettiamo a disposizione il servizio veterinario ed effettuiamo l’alcol test, ma non abbiamo la facoltà di imporre l’applicazione delle prescrizioni, questo aspetto compete ad altri».

Implicito il riferimento alle forze dell’ordine, che qualche membro del direttivo ha fatto apertamente «Ci siamo dimessi per dare un segnale - ha affermato un consigliere -. Non abbiamo l’autorità d’impedire di partecipare all’Ardia a chi non sottostà alle regole, è un compito che spetta alla forza pubblica».

La decisione appare irrevocabile, tuttavia non pregiudicherà lo svolgimento dell’Ottava di San Costantino in programma domenica. A questo proposito l’associazione ha precisato che tutti i contratti saranno onorati. Il segretario avrà trenta giorni per indire nuove elezioni, che più o meno coincideranno con la scadenza naturale del mandato dell’esecutivo.

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