La Nuova Sardegna

Oristano

Così la Procura smonta il Gal

di Enrico Carta

Ecco le contestazioni del sostituto procuratore Mammone agli ex responsabili del “Shardana”

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ORISTANO. La prima regola del Gal Terre Shardana sembra che fosse quella di tenere la macchina sempre accesa. Lo confermano le anomale e sinora ingiustificabili spese per il carburante e l’idea che i motori della società avrebbero dovuto girare per molto tempo ancora in modo da mettere al sicuro chi – è da dimostrare – stava commettendo un reato. Se, qualche anno fa non fosse arrivato il no della Regione di fronte ad alcune pezze giustificative con le quali si richiedeva la copertura per precedenti spese e se tre dipendenti “tradite” non si fossero messe di traverso, probabilmente, gli ingranaggi di questa fabbrica di soldi (pubblici) non si sarebbero mai fermati.

Era l’unica via per non arrivare dove invece è giunta la magistratura, perché, se il sistema di gestione del Gruppo di azione locale avesse continuato a funzionare anno dopo anno, difficilmente sarebbero saltate fuori le manovre poco chiare che ora vengono contestate in particolare all’ex presidente Antonello Solinas e all’ex direttore amministrativo Maurizio Cucchiara.

È principalmente a loro due che si contestano gli ammanchi da 250mila euro che hanno fatto da preludio alla serrata precipitosa del Gal, sempre prodigo di investimenti che però prendevano per buona parte anche due corsie preferenziali: quelle dei conti privati di Antonello Solinas e della moglie Monica Deias e delle società del commercialista di Villacidro, Maurizio Cucchiara.

Gli altri indagati, come il consigliere regionale del Pd Mario Tendas – non lo era all’epoca in cui sarebbero stati commessi i reati che gli vengono contestati –, come la consulente di marketing turistico Tiziana Tirelli e come l’imprenditore Valentino Brunzu (compare di Antonello Solinas), sembrano essere un contorno a questa vicenda giudiziaria.

Loro sostengono di essere stati trascinati dentro il gioco pericoloso senza averne la minima consapevolezza, ma per il pubblico ministero Armando Mammone ci sono ugualmente gli estremi per contestare loro il peculato.

Si parte da qui e da oltre 250mila euro di buco nel bilancio del Gal. E l’immediata domanda è: «Che fine hanno fatto quei soldi?». Una buona parte di essi sarebbe finita nelle società di Maurizio Cucchiaro per prestazioni di lavoro mai svolte; sarebbe stata trasformata in carburante, pranzi e cene (una cinquantina, la contestazione della procura) con una società calcistica a cui Antonello Solinas si era legato, ma le vacanze e i viaggi piacevano tantissimo ai protagonisti di questa vicenda. Ne sanno qualcosa proprio il geometra ex presidente del Gal e sua moglie con aerei che prendevano la rotta di Roma, di Bergamo e di Praga.

La buona cucina era la regola dei vertici del Terre Shardana e infatti la scelta dei ristoranti e delle pizzerie era alquanto mirata. Al pari di quella degli acquisti coi soldi pubblici, come quelli utilizzati per acquistare ottocento chili del buonissimo formaggio casizolu. Erano spese attinenti all’attività del Gal chiamato a rianimare l’impenditoria del territorio? Per la procura, forse, nemmeno è una domanda da tenere in considerazione, perché, seguendo il codice penale, quel che più conta è la destinazione dei soldi pubblici. E certamente l’averli utilizzati per affari del tutto privati come i week end o il Ferragosto in giro per Alghero stona un po’.

Ci sarebbe stato poi un altro modo per arrivare a incamerare quel denaro, con ben 17mila euro in assegni sarebbero finiti sui conti della signora Monica Deias. È quella che i ragazzini chiamano «la cresta». Sarebbe così successo che ogni volta che c’era da fare un pagamento, Antonello Solinas girava solo un acconto. Il resto prendeva altre strade ben conosciute.

Ed è proprio in una di queste situazioni, delle quali continua a dichiararsi assolutamente estraneo, che sarebbe caduto Mario Tendas, attuale sindaco di Solarussa, difeso dagli avvocati Marcello Sequi e Luca Casula. L’associazione di volontariato “Imparis” aveva ricevuto numerosi finanziamenti, ma questi mai sarebbero arrivati per intero nelle sue casse. Per la procura c’era un accordo tra Tendas e Solinas o per lo meno la consapevolezza di quanto accadesse, ma Mario Tendas si ritiene addirittura calunniato e per questo andrà in Procura per farsi interrogare quanto prima.

È la stessa strada che fara la consulente di marketing turistico Tiziana Tirelli, difesa dagli avvocati Alessandra Borrodde e Mario Gusi, alla quale però viene contestato il peculato per aver ricevuto compensi per lavori mai svolti. «Assurdo – replica –. Io quei lavori li ho fatti. Venticinquemila euro di due anni, di cui la metà di tasse regolarmente pagate, e posso dimostrare di aver svolto gli incarichi per cui ero stata nominata».

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