La Nuova Sardegna

Oristano

Seneghe, in Comune la guerra dell’acqua

di Piero Marongiu
Seneghe, in Comune la guerra dell’acqua

Agricoltori e allevatori contro i costi per l’approvvigionamento da due pozzi «Neppure Abbanoa applica tariffe così elevate». Giovedì assemblea pubblica

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SENEGHE. Da una parte allevatori, agricoltori, ortolani e alcuni commercianti, dall’altra l’amministrazione Comunale guidata da Gianni Oggianu. Oggetto del contendere: l’approvvigionamento idrico dai due pozzi scavati dal Comune in località Su campu ‘e su Lacu e Pardu. La guerra dell’acqua, per fortuna solo verbale, è scoppiata quando l’amministrazione ha deciso che non poteva più sostenere i costi troppo elevati necessari al funzionamento della stazione di pompaggio e alle eventuali riparazioni della stessa. Nel 2015, per i due pozzi, l’amministrazione ha speso poco meno di 15 mila euro, gran parte dei quali andata a coprire le spese dovute al consumo di energia elettrica, mentre nel 2013 e 2014 per la manutenzione la spesa è stata di quasi 35 mila euro, cifre troppo elevate per le esigue risorse del Comune. Al fine di recuperare una parte di quelle spese, sindaco e maggioranza hanno pensato di chiedere un contributo a tutti i beneficiare della risorsa, facendo installare loro un contatore, chiedendo la corresponsione di una quota fissa pari a 55 euro e il pagamento di un euro per ogni metro cubo d’acqua prelevata. Operazione ritenuta ingiusta e costo dell’acqua troppo alto: «Neppure Abbanoa pratica un prezzo così elevato – dicono i promotori della protesta, che stanno organizzando un incontro pubblico per giovedì prossimo per discutere della questione. Per questo motivo abbiamo chiesto ai nostri concittadini di condividere la protesta e chiedere al sindaco di tornare su una decisione che, vista la crisi che investe tutti i settori produttivi locali, va ad aggravare una situazione di per sé già abbondantemente negativa». Ma non tutti sono d’accordo con i promotori della protesta, visto che un beneficio di cui godono in pochi viene pagato da tutti. «Alcuni cittadini lamentano il costo eccessivo che, se rapportate all’inezia dei 12 euro precedenti, è un aumento sensibile ma inferiore a quanto si sarebbe dovuto pagare se il Comune non si fosse fatto carico di una quota delle spese calcolate – dice il sindaco Gianni Oggianu –sappiamo anche che la quota fissa di 55 euro svantaggia chi preleva meno rispetto a chi preleva molto, ma al momento non c’è la possibilità di effettuare una verifica oggettiva.

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