Approvato il regolamento per i referendum comunali
ORISTANO. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (20 voti a favore) il regolamento di iniziativa popolare, su argomenti di competenza comunale e interesse generale. Un regolamento proposto...
ORISTANO. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (20 voti a favore) il regolamento di iniziativa popolare, su argomenti di competenza comunale e interesse generale. Un regolamento proposto da undici consiglieri comunali.
A Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) il compito di presentarlo: «È un regolamento necessario a colmare una lacuna e dare ai cittadini l’opportunità di potersi esprimere e presentare quesiti referendari. Il regolamento ha ottenuto l’approvazione all’unanimità della Commissione e degli organi tecnici comunali. Lo statuto comunale prevede l’istituto del referendum e da qui siamo partiti per elaborare il regolamento che disciplina le consultazioni».
Il regolamento prevede che i quesiti debbano ottenere l’ammissibilità dal Consiglio comunale. Una volta ottenuto il parere favorevole la richiesta deve essere sottoscritta da almeno il 10 per cento degli elettori.
Come ha dimostrato poi il voto finale, il dibattito si è orientato verso un largo sostegno alla proposta del regolamento. Mauro Solinas (Fortza paris) ha spiegato che la necessità di avere un regolamento consentirà di sentire la voce dei cittadini sulla gestione dell’acqua da parte di Abbanoa. Per Giuliano Uras (Udc) c’è una forte esigenza di avere regole per disciplinare gli strumenti della democrazia.
I consiglieri indipendenti Marco Piras e Mariangela Massenti hanno ribadito l’importanza del referendum quale strumento a servizio della democrazia e dei cittadini mentre Andrea Lutzu (Pdl) ha detto che il referendum è uno strumento di democrazia: «Spero che questo sia il primo passo verso l’uscita da Abbanoa». Giampaolo Lilliu (Essere oristanesi): «Questa è un'ottima proposta per dare voce ai cittadini». Sulla stessa linea anche Tonino Falconi, Daniela Nurra e Massimiliano Sanna.
Non sono però mancate le perplessità: Giannella Urru (Insieme) le ha espresse in merito a alcuni passaggi del regolamento per la parte che riguarda l'ammissibilità dei quesiti. Per Giuseppe Lai (Noior) «Il referendum non deve diventare un’arma, la partecipazione e la democrazia devono essere al centro di tutto». Roberto Martani (Pd) ha ammonito: «Quando si parla di questi argomenti il rischio è quello della strumentalizzazione. Lo strumento referendario deve avere una portata ben più ampia di quella limitata ad Abbanoa». Il sindaco Guido Tendas ha detto di non credere «ad alcun uso strumentale del referendum su Abbanoa. Credo che anche i promotori siano pienamente consapevoli della responsabilità di indire un referendum. L’esempio delle provincie è molto indicativo per il caos che ha determinato».
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