La Nuova Sardegna

Oristano

L’accusa della Pandela: «I soldi snaturano l’Ardia»

di Maria Antonietta Cossu

Sedilo, monta la polemica dopo le dimissioni all’Associazione Santu Antine Il sindaco chiede maggiore rispetto delle regole, ma i cavalieri attaccano

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SEDILO. Hanno destato scalpore le dimissioni del direttivo dell’associazione Santu Antinu, da mezzo secolo braccio operativo dell’organizzazione della festa. Il comitato ha gettato la spugna perché si è sentito addossare compiti e incombenze, in ordine alle verifiche sull’applicazione delle prescrizioni a carico dei cavalieri, che sostiene di non aver mai avocato a sé e che non gli sono neanche mai state formalmente attribuite.

Il clima è caratterizzato da forti contrapposizioni, turbato dalle ripercussioni che potrebbe avere l’inosservanza delle norme a tutela dei cavalli e dei conduttori. I cavalieri si sentono criminalizzati e contestano un’eccessiva ingerenza a discapito della salvaguardia della tradizione. Di contro, c’è chi sostiene che questa non possa prescindere dalla tutela di esseri umani e animali.

Di questa sponda i rappresentanti delle istituzioni: «Il fatto che tanti cavalli non siano stati sottoposti a visita prima dell’Ardia è un elemento negativo che mi preoccupa. Certe prese di posizione non nuocciono solo a chi non sottostà alle regole ma anche agli altri cavalieri e a chi fa parte dell’organizzazione - ha dichiarato Alessio Petretto -. Credo che l’associazione abbia fatto questo passo per scuotere le coscienze e spero che ci sia una presa di coscienza da parte di chi finora ha ignorato le regole. Rispettare le prescrizioni non snatura in alcun modo la tradizione. Dobbiamo sederci tutti attorno a un tavolo e cercare di ricomporre le cose».

Sullo scenario che aprono le dimissioni del direttivo il parroco non si pronuncia: «Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione, non mi posso esprimere finché non conosco le ragioni», ha detto don Battista Mongili.

Durissima la presa di posizione della prima pandela: «La Santu Antinu si è sobbarcata tanti compiti e tante responsabilità fino a quando non si è resa conto di non riuscire ad adempiervi. Abbiamo sempre chiesto che restasse un comitato e che si occupasse solo dei festeggiamenti civili - ha detto Michele Carboni -. Invece per ottenere i finanziamenti pubblici ha dovuto sottostare a certe condizioni, ma questo giro di soldi sta snaturando l’aspetto religioso dell’Ardia. E la sicurezza? Solo sulla carta, solo misure fittizie. Siamo disponibili ai controlli, ma i cavalli devono essere tutti in regola e tutti iscritti, in modo che se uno non è idoneo se ne possa usare un altro. Ma non basta solo auscultargli il cuore per valutare se può sostenere la prova, lo deve fare una persona competente, in grado di stabilire se l’animale è ben addestrato e preparato».

Infine l’affondo: «È sicurezza consentire ai cavalieri di provare la pista solo una settimana prima della corsa? La corte di San Costantino dovrebbe essere accessibile tutto l’anno».

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