Graziano Mastino, da Bosa alla Prima Guerra mondiale
BOSA. «Io ho dimenticato molte cose della guerra, ma non dimenticherò mai quel momento». È Lussu che parla nel suo “Un anno sull'Altipiano”. «Guardavo il mio amico sorridere, fra una boccata di fumo...
BOSA. «Io ho dimenticato molte cose della guerra, ma non dimenticherò mai quel momento». È Lussu che parla nel suo “Un anno sull'Altipiano”. «Guardavo il mio amico sorridere, fra una boccata di fumo e l’altra. Dalla trincea nemica, partì un colpo isolato. Egli piegò la testa, la sigaretta fra le labbra, e, da una macchia rossa formatasi sulla fronte, sgorgò un filo di sangue. Lentamente, egli piegò su se stesso, cadde ai miei piedi, Li raccolsi morto». L’amico che muore Lussu lo chiama, qui e in altri punti del libro, «il tenente Mastini»: alterando il cognome del tanto che basta per togliere, come a ogni altro elemento del racconto, un segnale di sardità. Ma Lussu e il giovane ufficiale Graziano Mastino di Bosa, erano amici sin dagli anni dell’Università cagliaritana, e da amici si erano ritrovati nel 151esimo reggimento nella Brigata Sassari. Quel 7 luglio del 1916 erano sull’Altipiano dei Sette comuni, nel pieno del tragico contrattacco italiano. Tragico per l’enorme quantità di morti, centinaia di fanti della Brigata Sassari lanciati in massa all’attacco delle munitissime trincee austriache.
Graziano Mastino era nato nel 1893, figlio di due amati insegnanti elementari. Insegnante elementare era stato anche Graziano, sebbene, dopo avere fatto le scolette e il Regio Ginnasio a Bosa, fosse andato al Liceo Azuni a Sassari e avesse anche frequentato a Oristano la Scuola Normale dove aveva preso la “patente” di insegnante elementare e si fosse iscritto e poi laureato in Giurisprudenza a Cagliari. Era qui che aveva conosciuto Lussu e forse dallo stesso Lussu, interventista scatenato – secondo una testimonianza dello stesso Lussu – aveva ricevuto l’impulso ad arruolarsi volontario già prima dell’entrata in guerra dell'Italia. Dopo il corso di formazione nella Caserma Umberto I di Pistoia era cominciato il lungo-breve viaggio del sottotenente Mastino.
La sua breve vita è stata raccontata, in un libro documentatissimo edito da Carlo Delfino, dal maggiore Gerardo Severino, Direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, scritto con la collaborazione di Paolo Mastino e la presentazione di Attilio Mastino. Stasera alle 18,30 il libro sarà presentato dallo stesso autore a Bosa, nel salone del Seminario, alle 18.30. “E Graziano andò alla guerra” vuol essere anche un omaggio alle migliaia di giovani caduti per il loro Paese. I soli caduti bosani furono 94, e venti di loro “sassarini”. Il libro è anche un racconto della guerra della Brigata, un altro tassello della storia di una formazione ormai leggendaria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google