Il Polo della riabilitazione: un patto pubblico-privato
Sinergie tra l’unità neurologica dell’ospedale e il centro Santa Maria Bambina L’assessore Arru: «Saremo all’avanguardia e in sintonia con le altre realtà»
ORISTANO. Sembrano ormai alle spalle le polemiche di qualche mese fa per il ridimensionamento del centro di riabilitazione Santa Maria Bambina (di proprietà della Curia) legato alla futura apertura del reparto di neuroriabilitazione all’soepdale San martino. Significativo il fatto che ieri mattina, al taglio del nastro del reparto, oltre al commissario dell’Asl, Maria Giovanna Porcu, da un lato ci fosse l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, e dall’altra l’arcivescovo Ignazio Sanna.
Non a caso, il commissario dell’Asl, parlando di «giornata storica per la sanità oristanese e non solo» ha ricordato che la struttura prenderà in carico i casi provenienti da tutta l’isola ed opererà in stretta collaborazione con l’Istituto Santa Maria Bambina «dove potranno essere accolti i pazienti che mantengono un disordine di coscienza cronicizzato e necessitano di riabilitazione globale a ciclo continuativo».
«Un’attività non ospedaliera - spiega una nota dell’Asl - che richiede però alti standard di qualità che la struttura di Donigala è in grado di fornire in maniera ottimale».
«Avremo un reparto all’avanguardia - ha commentato l’assessore Arru - che opererà in perfetta sintonia con le professionalità private che già operano sul territorio». Concetto ripreso dall’arcivescovo Ignazio Sanna, che ha rimarcato la necessità di «camminare insieme per il bene comune del territorio».
Il reparto conta su un direttore (Andrea Montis, già dirigente medico presso il reparto di Neuroriabilitazione dell’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari), cinque medici di medicina fisica e riabilitativa, quattro di neurologia e medicina interna, sei fisioterapisti, un terapista occupazionale, due logopedisti, quindici infermieri, nove operatori socio-sanitari, due psicologi, di cui uno esperto in neuropsicologia, un educatore e un assistente sociale. A partire dal prossimo mese di agosto il personale sarà impegnato in un percorso formativo con specialisti provenienti dall'Unità Operativa di Neuroriabilitazione del Brotzu di Cagliari e dal Centro di riabilitazione San Giorgio di Ferrara.
Per il 2016 i posti letto attivati saranno 10, mentre nel 2017 si passerà a 14 posti letto, che diventeranno 16 nel 2018, quando si opererà a pieno regime. I lavori infrastrutturali sono costati un milione di euro, cifra a cui vanno sommati quelli per il personale (poco meno di due milioni di euro annui) e quelli per gli arredi e le attrezzature che saranno completati nel 2017 e nel 2018 con ulteriori macchinari d'avanguardia, come il laboratorio di analisi del movimento e l'apparecchio robotico per la riabilitazione del cammino, per un ulteriore milione di euro.
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