Cabras, lo scandalo dei bagni di Is Aruttas
Amministrazione comunale sotto accusa: parcheggi a pagamento e in cambio servizi inesistenti
CABRAS. Le nuove tecnologie hanno messo in mano a ciascuno di noi (o quasi) uno strumento come lo smartphone che consente di realizzare foto di altissima qualità quasi ovunque. Ecco quindi che in rete fioriscono i reportage su disservizi e brutture di varia natura. In questi giorni diversi cittadini hanno immortalato le condizioni in cui si trovano i bagni pubblici che dovrebbero essere al servizio della spiaggia di Is Aruttas, un gioiello del Sinis e di tutta la Sardegna, un luogo portato a esempio delle bellezze di questa isola.
In modo impietoso finisce stavolta sul banco degli imputati l’amministrazione comunale di Cabras: i servizi “igienici” (ma l’aggettivo è di certo fuori luogo) sono in stato di completo abbandono, senz’acqua e senza pulizia alcuna, rotti e disastrati. Forse nessuno ci farebbe caso se fossero sistemati in una zona sperduta della campagna, ma dovrebbero servire uno dei luoghi più affollati delle coste oristanesi.
La domanda che molti utenti si fanno sorge, come si diceva una volta, spontanea: a cosa servono i soldi che il Comune di Cabras incassa ogni anno dai parcheggi a pagamento se non per fornire un minimo di servizi alle persone che frequentano quelle zone? Si alimenta così la convinzione che si tratti di una sorta di tassa mascherata. Anche perché il nuovo sistema introdotto quest’anno, con le colonnine per i ticket automatizzate, sta suscitando ulteriori proteste. Le macchinette non accettano bancomat e carte di credito e se non si hanno gli spiccioli necessari, si va incontro a delle seccature non irrilevanti. Ma forse tutto sarebbe più sopportabile se i servizi forniti in cambio fossero efficienti. (r.pe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
