L’ex vicesindaco: «Gestione dell’Ardia intollerabile»
Sedilo, secondo Salvatore Pes i cavalieri sono poco coinvolti «Le regole sulla sicurezza dettate da soggetti impreparati»
SEDILO. «Il problema non sono le regole, ma il metodo e l’approccio alla gestione dell’Ardia». L’ex vicesindaco Salvatore Pes ritorna sulle polemiche che hanno creato forti contrapposizioni tra alcune componenti dell’organizzazione e che in parte hanno condizionato la decisione di rimettere gli incarichi di giunta. All’indomani del discorso tenuto dal sindaco davanti al Consiglio per ricordare quali fossero gli obblighi di un rappresentante delle istituzioni in materia di pubblica sicurezza, Salvatore Pes è tornato a contestare il modo in cui viene affrontato il problema.
«Non tollero la linea seguita negli ultimi sei anni. L’approccio dell’ amministrazione precedente e di questa è sbagliato: manca il coinvolgimento delle parti attive dell’Ardia e in primis delle figure indispensabili», ha detto riferendosi ai cavalieri.
«Ciò che non approvo è che si fanno gli incontri con vari organi istituzionali, la prefettura, la questura, ma spesso le persone che vi partecipano dimostrano di essere impreparate, non conoscono gli aspetti religiosi della tradizione e le dinamiche che da questi dipendono. Non è accettabile che siano loro a dettare le regole», ha contestato il consigliere invocando il confronto tra tutte le parti.
Lo stesso Petretto ha annunciato che indirà delle assemblee con i soggetti coinvolti nella manifestazione. «Dobbiamo cercare di reimpossessarci della tradizione – ha esortato Pes –. Capisco ci siano delle implicazioni legate all’esigenza di tutelare l’incolumità di persone e animali, ma i cavalieri sono i primi a volere e a preoccuparsi della salute e del benessere dei loro cavalli, che oltretutto rappresentano un valore economico. I fantini non sono contrari alle regole ma facendo le cose d’impeto e imponendole con la forza si ottiene l’effetto contrario». L’ex vicesindaco è tornato anche sull’ammutinamento dei cavalieri all’Ottava, disertata per protesta e per evitare le sanzioni previste nell’ordinanza che vietava la corsa.
«In passato era un’occasione utile per far provare il percorso ai cavalli di due e tre anni in determinate condizioni ambientali: i rumori, la folla, la presenza di altri cavalli – ha spiegato Pes –. E così dovrebbe essere ancora perché sono le stesse condizioni che gli esemplari più giovani ritroveranno nella corsa equestre, ma se provassero il percorso per la prima volta all’Ardia non si sa come reagirebbero: questo,sì, crea insicurezza».
Salvatore Pes ha avuto parole di biasimo anche per le contraddizioni in cui molti, a suo dire, tendono a cadere quando la corsa equestre è funestata dagli incidenti. «Chiedono le responsabilità solo sulla manifestazione Ardia– e qui riconosco che vengono scaricate sulla figura del sindaco –, ma per questioni altrettanto importanti non le cercano», ha protestato. Per l’ex vicesindaco è emblematico il caso del rogo del 2 luglio. «Per quell’incendio nessuno ha delle responsabilità, ma ha funzionato la macchina organizzativa? E come? Il sindaco avrebbe dovuto fare un documento politico per chiedere conto alla Regione». L’argomento è all’ordine del giorno della seduta consiliare convocata per il 27 luglio.
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