Abbanoa addio consiglieri e residenti pronti al referendum
Istanza presentata da opposizioni ed esponenti di comitati Obiettivo, la gestione diretta del sistema idrico cittadino
ORISTANO. I cittadini di Oristano potrebbero presto essere chiamati ad esprimersi su una questione diventata ormai delicatissima: la gestione del servizio idrico. Il Comitato "Oristano fuori da Abbanoa" ha comunicato al sindaco, Guido Tendas, l'avvio del procedimento di consultazione per il Referendum di iniziativa popolare per capire se gli oristanesi vogliono continuare a rimanere con il sistema del gestore unico, oppure, ritornare alla gestione diretta comunale.
«Volete voi che il Comune adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie affinché Oristano possa gestire direttamente il servizio idrico? », è il testo del quesito proposto dai promotori del referendum che in venti hanno sottoscritto l'istanza, «così come prevede il Regolamento approvato qualche giorno fa dal Consiglio comunale», si legge in una nota del Comitato. I firmatari sono i consiglieri comunali dell’opposizione Salvatore Ledda, Giuseppe Puddu, Daniela Nurra, Tonino Falconi, Massimiliano Sanna, Roberto Pisanu, Giuliano Uras, Andrea Lutzu, Marco Piras, Mariangela Massenti e Mauro Solinas e anche altri cittadini a vario titolo:
Domenico Figus (Comitato Massama), Maria Beatrice Lupi (Comitato Torregrande), Giuseppe Carboni (Comitato Donigala), Giacomo Antonio Piga (Comitato Nuraxinieddu), Mauro Grussu e Gianni Garau (Movimento Base), Andrea Cossu (Amministratori condominiali); e infine i firmatari Bruno Caddeo e Puppetto Pinna.
Che la gestione di Abbanoa sia al centro di innumerevoli critiche è un dato di fatto. Alle proteste che sono in realtà comuni a tutta l’isola, non ultimo il caso dei maxi conguagli richiesti recentemente dalla Spa che hanno scatenato una autentica levata di scudi. Ad accentuare il malcontento degli oristanesi erano stati i disagi, durati quasi tre settimane, quando, l’acqua distribuita in quasi tutta la città venne dichiarata non potabile. Ai disagi “scamparono” soltanto poche zone la cui rete distributiva era collegata all’impianto di Silì. Si disse allora che la responsabilità dell’enorme disservizio era stata determinata dal sistema, ormai superato, dato che la città si rifornisce direttamente dalle sorgenti, senza passaggi in depurazione. Secondo i tecnici, infatti, ad ogni pioggia di una certa consistenza, l’acqua delle sorgenti diventa inevitabilmente torbida. A Oristano tutti ricordano i passaggi successivi, come, i sopralluoghi da parte della Commissione comunale ai Servizi tecnologici negli impianti, che trovarono una situazione di quasi completo abbandono, con strutture fatiscenti e circondate da rifiuti e sterpaglie. Fra il comprensibile disappunto dei cittadini.
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