Bosa, comitato a difesa delle partite Iva
La nuova associazione ha già raggiunto i cento aderenti. Appello al sindaco : «Non ci discrimini»
BOSA. Con la nomina dei componenti del direttivo decolla nella città del Temo, dopo la serie di riunioni dei giorni scorsi e non senza qualche emergente nota polemica in direzione dell'amministrazione civica, l’associazione “Unione partite Iva Bosa.”
Legata alla compagine del Comitato Nazionale che vede come socio fondatore Lino Ricchiuti, si specifica in un documento reso noto nelle scorse ore.
Oltre cento gli aderenti, rappresentati da un direttivo di dieci componenti, specchio dei vari settori dell’economia locale, che nei prossimi giorni si riunirà per individuare ed eleggere il presidente. L’associazione nasce «dalla necessità di essere ascoltati da un’amministrazione che, nonostante tante promesse, finora ha sempre proceduto in linea retta, senza mai coinvolgere i diretti destinatari delle decisioni, senza mai guardarsi intorno per capire i reali problemi della città, ma con un idea preconfezionata e calata dall'alto, con la pretesa che fossimo sempre noi cittadini ad adeguarci. Noi siamo quelli che i problemi reali li viviamo tutti i giorni e con i nostri sacrifici, anche sotto forma di tasse, mandiamo avanti l'economia di una città». Obiettivo, «dare voce a chi nel territorio rappresenta una realtà che chiede e pretende dalla propria amministrazione considerazione, rispetto e un maggiore coinvolgimento delle parti, per poter fare fronte ai problemi che da due decenni frenano prepotentemente la crescita di Bosa, con il dialogo costruttivo con almeno un amministratore che abbia competenze tali da poter comprendere quale muro rappresentino per noi gli studi di settore, i Durc, i controlli delle Asl, le tasse impazzite, la miriade di incombenze burocratiche che ci costringono a spendere intere giornate di lavoro negli uffici, spesso già oberati di lavoro.
Naturalmente l’associazione respinge al mittente che accuse di avere tra le sue fila soprattutto evasori fiscali. «Rappresentiamo un controvalore che si aggira sui 25 milioni di Euro», e dal momento che «non ci siamo mai presentati come opposizione amministrativa chiediamo che il sindaco si dissoci dalle azioni di alcuni suoi amministratori dal dito facile, e che per l’ennesima volta imponga loro di utilizzare il meno possibile i social per attaccare con ingiurie e offese la più grande realtà economica locale che oggi esiste a Bosa».
Alessandro Farina
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