Rossomori e Pds sono con Mastino
Bosa, i due partiti sostengono il sindaco bersaglio di attacchi anonimi sui social
BOSA. Anche i Rossomori ed il Partito dei Sardi dicono la loro sulle accuse lanciate nei giorni scorsi via social network attraverso vari post firmati con uno pseudonimo. »Come in occasione del vile attentato perpetrato a danno del sindaco e della sua famiglia, ancora una volta rinnoviamo il nostro sostegno al primo cittadino. Ogni vile calunnia attuata con lo scopo di mettere in dubbio l'onestà delle persone che hanno assunto il compito di amministrare la città viene stigmatizzata per quello che è» afferma infatti in una nota il delegato dalla segreteria dei Rossomori Mario Fiumene. Che rimarca la necessità di un «Costante dialogo con i partiti politici» all’interno della coalizione, convinto che «L'azione intrapresa non deve fermarsi per la violenta azione mediatica, agitata da chi non vuole il “cambiamento” necessario per Bosa e i suoi cittadini».
Tra le fila del Partito dei Sardi la convinzione è che il momento sia di «Involuzione del clima politico. Viviamo quanto sta accadendo con preoccupazione: ci sembra infatti davvero poco dignitoso che la politica cittadina si riduca a prese di posizione, in attacco e in difesa, basate su dichiarazioni anonime da social network e da discussioni da bar» si legge in un documento che riassume le riflessioni del partito in sede locale, condivise dal consigliere regionale Augusto Cherchi. Nessun commento però sulle dichiarazioni via Facebook «Ciò che è di competenza giudiziaria resta alla giustizia» dicono dal PdS. Che apre alla discussione su temi politici e di fiducia all’azione amministrativa, che «Va invece discussa, coinvolgendo tutta la cittadinanza». Rimarcate le difficoltà di manovra per la difficile crisi generale, per il Partito dei Sardi «“Si intravedono timidi segnali di ripresa che devono essere rafforzati con una azione politica decisa che faccia forza sul coinvolgimento democratico diffuso, che riconosca e favorisca le istanze positive che emergono dalla nostra gente». Il punto cardine individuato è latrasparenza. Ossia, «l’accesso pubblico alle informazioni riguardanti l’azione amministrativa, l’utilizzo di procedure che evitino qualunque particolarismo o che possano creare anche la sola ipotesi di zone d’ombra».
Alessandro Farina
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