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Vandali sulla pista ciclabile, l’ira del sindaco

Vandali sulla pista ciclabile, l’ira del sindaco

Marrubiu, per la terza volta danneggiata l’illuminazione. Santucciu: «Solo idioti, oppure imbecilli»

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MARRUBIU. «È già la terza volta quest'estate che qualcuno danneggia l'illuminazione della pista ciclabile. Non è corretto comportarsi con il bene pubblico in questa maniera poiché per fare questi lavori in tanti hanno faticato. E stavolta penso la colpa non sia attribuibile a nessuno, è proprio la scarsa cultura del bene pubblico che manca, l'assenza di valori.».

Alla terza volta il sindaco, Andrea Santucciu, non ce l’ha fatta più. Ha acceso il computer e sulla sua bacheca Facebook ha postato la foto del lampione dell’illuminazione della pista ciclabile, danneggiato, per sfogare il proprio disappunto.

Niente denunce, nel caso, contro ignoti, alle forze dell’ordine: meglio far sapere attraverso il social che danneggiare le cose del Comune, che quindi appartengono a tutti, non ha senso. Al telefono il sindaco spiega «Fortunatamente il danno non era gravissimo. Il faro è stato rimesso a posto con un’ora di lavoro di un operaio comunale. Vorrei però che si capisse che quando si danneggia la pubblica proprietà il danno lo si fa a tutti, anche a se stessi. Perché magari, l’operaio, in quell’ora di lavoro avrebbe potuto eseguire altri interventi, magari rimediare ad un guasto, sistemare un marciapiedi, insomma: da fare ce n’è sempre ed è assurdo che ci si mettano anche i vandali». Il sindaco spiega che «Marrubiu è un paese fatto di gente tranquilla e rispettosa. Gli episodi di vandalismi e danneggiamenti sono più unici che rari, l’ultimo risale a qualche anno fa, quando, vennero divelti i pannelli della pensilina che ripara la panchina frequentata dagli anziani del paese, un’altra volta manomisero la fontanella della stazione. Poi più nulla, fortunatamente. Adesso invece, qualcuno non ha trovato di meglio che danneggiare l’illuminazione della pista ciclabile. Davvero, questa cosa non ha senso – dice Santucciu – è un’idiozia, come ho scritto sul social, in modo che più persone sappiano che c’è qualcuno che si prende il lusso di danneggiare ciò che appartiene a tutti. E il guaio che poi quel danno, anche se in questo caso, ripeto, irrisorio, siamo tutti a pagarlo».

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