Bosa, furto in casa a Sas Covas
Rubati denaro e monili di una persona da poco scomparsa: appello dei familiari
BOSA. Ancora un furto in un’abitazione a Bosa. I ladri sono entrati in azione martedì, ancora una volta nel rione di Sas Covas, dove nei giorni scorsi un’altra casa era finita nelle mire dei topi d’appartamento.
«Abbiate umanità e coraggio: restituite quanto è appartenuto ad una persona cara che non c’è più»: questo l’appello della famiglia Madeddu. Dalla casa sono stati trafugati monili e danaro, da destinare ad un progetto in ricordo di un familiare.
Sull’episodio indaga la Polizia di Stato. Il furto è avvenuto il 2 agosto nell’abitazione della signora Antonietta Canu. Uscita al mattino per fare la spesa e che al rientro nel primo pomeriggio si è accorta che la sua casa era stata presa di mira.
«Mia madre ha trovato gli infissi esterni danneggiati e all’interno porte distrutte, vetri rotti, camere a soqquadro. In particolare quella di mia sorella, scomparsa poco più di un anno e mezzo fa a quarantanove anni dopo una lunga malattia», racconta il figlio della padrona di casa, Eugenio Madeddu, titolare di un conosciuto negozio di abbigliamento in centro.
A Sas Covas, dopo la immediata segnalazione al 113, sono intervenuti gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Macomer e gli specialisti della Scientifica per i rilievi e le indagini.
I ladri avrebbero tentato di entrare dalle finestre al piano terra, per poi riuscire a penetrare dal portone principale dopo averlo forzato. Dalla casa sono scomparsi una cospicua somma di danaro e i ricordi di una vita spezzata in giovane età, racconta Eugenio Madeddu.
«Ciò che ci ha fatto più male, a parte il vedere violata l’intimità della nostra abitazione e il non sentirsi più sicuri neanche a casa propria, è vedere la camera di mia sorella distrutta. Un’ulteriore pena per mia madre, già fortemente provata dal dolore».
Il bottino va quindi ben oltre il valore venale del maltolto: «Sono stati sottratti monili e una cospicua somma di danaro che appartenevano a mia sorella. Con quei soldi avevamo deciso di realizzare iniziative in suo ricordo» afferma Eugenio Madeddu. Che auspica ora un gesto di umanità e di sensibilità da parte di chi ha messo a segno il colpo: «Forse chi ha agito non sapeva tutto questo, vogliamo sperare che comprenda e restituisca tutto».
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