In consiglio sempre più no ai gettoni di presenza
PAULILATINO. Mezzo Consiglio comunale è rimasto senza stipendio, ma in questo caso si è trattato di una libera scelta. Dopo le ultime due rinunce sale a sei il numero degli amministratori di...
PAULILATINO. Mezzo Consiglio comunale è rimasto senza stipendio, ma in questo caso si è trattato di una libera scelta.
Dopo le ultime due rinunce sale a sei il numero degli amministratori di maggioranza che hanno deciso di non percepire più indennità di funzione o gettoni di presenza.
Prese singolarmente le cifre non sono certo spropositate, ma sommate le une alle altre cominciano ad assumere una certa consistenza ai fini del risparmio della spesa pubblica.
Un’economia che peraltro si traduce nella possibilità di rimpinguare altre voci di bilancio sulla base delle indicazioni date dagli amministratori che rinunciano agli emolumenti.
Gli ultimi in ordine di tempo a decidere di esercitare a titolo completamente gratuito il mandato istituzionale, che, data l’esiguità delle prebende, nei piccoli Comuni rappresenta già un’attività di volontariato, sono stati Salvatore Floris e Giuseppe Mura.
I due consiglieri hanno presentato formale dichiarazione di rinuncia chiedendo che gli venissero decurtati tutti i gettoni di presenza accumulati da gennaio di quest’anno fino a oggi e le somme future.
Già nota anche la destinazione delle risorse risparmiate dal Comune, che per espressa richiesta di Floris e Mura andranno a beneficio della compagnia barracellare.
Il primo a compiere questo passo era stato il vicesindaco Serafino Oppo, seguito dall’assessore all’Agricoltura Osvaldo Licheri.
Entrambi avevano scelto di dirottare le indennità di carica sul settore sociale, rispettivamente per un ammontare di 3200 e 780 euro all’ anno.
A seguire le loro orme, nel mese di marzo, erano stati i consiglieri Giulia Cuscusa e Giorgio Oppo, che avevano devoluto i gettoni di presenza alle aree Cultura e Servizi sociali. Per gli amministratori che si possono definire “senza portafoglio” la rinuncia equivale a 16,27 euro per ogni seduta del Consiglio comunale.
M. A. C.
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