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Oristano

Dai genitori del 16enne di Suni un “grazie” ai soccorritori

Dai genitori del 16enne di Suni un “grazie” ai soccorritori

BOSA. “Infinita gratitudine”: la famiglia del giovane di Suni, salvato in una complessa operazione di recupero nei giorni scorsi sulla costa di Bosa tra i flutti della zona di Cane Malu, vuole...

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BOSA. “Infinita gratitudine”: la famiglia del giovane di Suni, salvato in una complessa operazione di recupero nei giorni scorsi sulla costa di Bosa tra i flutti della zona di Cane Malu, vuole ringraziare pubblicamente i soccorritori. “Siamo Caterina e Angelo, i genitori di Alessandro, il ragazzo soccorso a Cane Malu, e con lui non abbiamo parole per ringraziarvi, oltre che per la tempestività e la coordinazione dei soccorsi, per l’umanità in cui tutto si è svolto. Facendo si che Alessandro non si spaventasse più di quanto già lo fosse, ma tranquillizzandolo il più possibile». Un grazie rivolto a Guardia costiera, Vigili del fuoco («In particolare l’equipaggio dell’elicottero Drago 58»), Croce rossa, 118 e pronto soccorso dell’ospedale A.G. Mastino. «È stata un esperienza agghiacciante, finita nel migliore dei modi grazie a voi».

«Nulla è dovuto o scontato in queste situazioni, e tutte le volte che ogni elemento della filiera dell’emergenza entra in campo siamo consci che ciascuno mette a repentaglio la propria vita per salvare la nostra. Tutto questo non ha parole, ma da parte nostra un’infinita gratitudine», concludono i genitori del sedicenne.

Il ragazzo nel pomeriggio del 10 agosto era sceso in acqua all’interno della suggestiva piscina naturale di Cane Malu, non riuscendo però più a risalire a terra l’improvviso aumentare dell’intensità di risacca e del vento. Gli altri bagnanti avevano lanciato l’allarme alla sala operativa della Guardia costiera di Bosa, che aveva immediatamente mobilitato uomini e mezzi di Ufficio circondariale marittimo, Croce rossa e Vigili del fuoco.

La soluzione più idonea per recuperare il ragazzo era subito apparsa quella di un intervento dell’elicottero. Il “Drago 58”, arrivato da Alghero, aveva raggiunto e imbragato, grazie alla perizia di un operatore, il ragazzo in difficoltà sin dentro una sorta di piccola grotta. Poi lo aveva issato col verricello fino a raggiungere terra, dove era stato immediatamente soccorso, rinfrancato e accompagnato con l’idroambulanza della Croce Rossa alla darsena sul Temo, dove l’attendeva un’ambulanza per il trasporto in ospedale. (al.fa.)

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