Il Sedilo dall’inferno al paradiso
Per la prima volta una formazione locale di calcio arriva così in alto
SEDILO. Sembrava fosse un’esclusione senza appello e invece per il Sedilo si sono inaspettatamente dischiuse le porte della Prima categoria. La notifica ufficiale del ripescaggio è arrivata due giorni fa e in casa giallorossa è esplosa una gioia incontenibile.
«Forse nemmeno Dante avrebbe potuto ideare un intreccio così complesso nella sua Divina Commedia. Dal paradiso all’inferno con una settimana in purgatorio per poi tornare definitivamente in paradiso!», recita il comunicato pubblicato sulla pagina facebook del Sedilo calcio.
Il fatto di aver scomodato il sommo poeta dà la misura del senso di appagamento provato per aver raggiunto un traguardo mai toccato in 41 anni di attività.
Un risultato sudato prima sul campo e poi sul terreno della burocrazia con i repentini capovolgimenti di fronte dovuti al rimaneggiamento delle graduatorie.
La speranza di essere approdati in Prima l’aveva accesa il comunicato sui ripescaggi diramato a luglio dalla Figc Sardegna, che assegnava provvisoriamente al Sedilo il settimo e ultimo posto utile per il passaggio alla categoria superiore.
Con la graduatoria definitiva la squadra veniva retrocessa di un posto e perdeva la sua grande occasione. Una decisione inspiegabile e inaccettabile per la dirigenza capitanata dal presidente Pino Sardara, che aveva subito chiesto al comitato regionale della Figc di effettuare una verifica più approfondita di tutta la documentazione presentata dalla società giallorossa e da tutte le squadre in lizza per il ripescaggio. Istanze e ragioni accolte.
«Puntare sul nostro settore giovanile ci ha pienamente ripagato - ha dichiarato il presidente Pino Sardara -. Da alcuni anni questa dirigenza sta portando avanti una politica diversa, valorizziamo il potenziale dei giocatori locali nella convinzione che certi obiettivi si possano centrare anche senza ricorrere all’acquisto di esterni, scelte che in passato non hanno prodotto i risultati attesi».
Lo storico traguardo è stato quindi il frutto del lavoro di una dirigenza lungimirante ma anche di un’indovinata combinazione di fattori: «Va dato merito alla squadra e al mister Gianfranco Pittalis: malgrado allenasse il Sedilo per la prima volta ha cominciato sin da subito a lavorare bene con i ragazzi» ha sottolineato Sardara, che ha voluto cogliere l’occasione per «dedicare un pensiero al nostro primo presidente, Salvatore Deiana, e ringraziare i tifosi e gli sponsor».
Maria Antonietta Cossu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google