Il Ferragosto triste di chi non ha nulla: volontari al lavoro
In aumento chi ha bisogno dei generi di prima necessità E le associazioni sono costrette a fare gli straordinari
ORISTANO. Oggi, giorno di Ferragosto, gli otto volontari di “Casa del Sole” si alzeranno presto, come sempre. Saliranno sulle loro auto per recarsi da “chi non può”, dai poveri che, in questa città, sono in costante aumento.
«Assisteremo in questi giorni, di festa per chi ha un reddito, ma di tristezza per coloro che non hanno nulla, non meno di 200 famiglie». Le parole di Antonio Locci, socio fondatore e anima di una delle Onlus che in provincia si occupano dei meno fortunati, hanno l’effetto di un pugno nello stomaco. Soprattutto in questi giorni di festa, in cui si pensa che il mondo sia fatto da chi ha prenotato in ristorante e chi, avendo scelto di cucinare, porterà in tavola qualcosa di speciale, magari crostacei, anche se in questo periodo il loro prezzo è sempre piuttosto salato.
Invece ci sono realtà molto diverse e sono sempre più diffuse. Alle scene del pranzo di Ferragosto (solitamente opulento, anche perché pare porti bene) in questi anni di crisi se ne aggiungono altre. Più modeste e non per scelta. «Per fortuna non possiamo lamentarci del contributo offerto dalla città. In questo periodo, grazie alle donazioni delle catene commerciali, soprattutto da parte del gruppo Ibba-Crai, alle quali siamo collegati, abbiamo avuto scorte a sufficienza per soddisfare le richieste», dice ancora Locci.
La conferma di quanto il livello di povertà sia in aumento, si è avuta in questi giorni, quando, di fronte agli ingressi delle associazioni, si sono formate file fin dalle sette del mattino. Persone munite di carrellino, silenziosamente in attesa di quell’indispensabile al quale non riescono più a far fronte.
Alla Caritas diocesana, ad esempio, i volontari hanno fatto gli straordinari. «Abbiamo assistito fra le sessanta e le settanta famiglie al giorno, con picchi anche di ottanta dato che per Ferragosto abbiamo scelto di non costringere gli utenti a venire fin qua», spiega Giovanna Lai, direttrice della struttura di via Cagliari.
«Molti nostri assistiti vengono dai centri anche più lontani della provincia. Per questo abbiamo deciso di consegnare a ciascuno di loro provviste un po' più abbondanti. La nostra struttura resterà chiusa per tre giorni, poi, si riprenderà regolarmente in maniera da concedere anche ai volontari un momento di tregua».
Una piccola scorta per dei giorni che dovrebbero essere di spensieratezza e gioia per tutti.
Nelle provviste che periodicamente sia Casa del Sole che Caritas forniscono ai propri assistiti, questa volta ci saranno cibi freschi, come mozzarelle, frutta e verdura in abbondanza.
«Anche i grossisti dell’ortomercato di Fenosu ci stanno dando una grossa mano d'aiuto» spiega infatti Antonio Locci.
Una generosità indispensabile per far fronte a un’ondata di necessità che cresce di settimana in settimana, con un andamento che sembra non conoscere tregua: «Il numero dei bisognosi è aumentato in misura drammatica - rileva ancora il responsabile di “Casa del Sole” - per la nostra associazione rispetto all’anno scorso gli interventi sono cresciuti di quasi il 40 per cento. Ai residenti in difficoltà adesso poi si sono aggiunti un buon numero di immigrati che in attesa di poter raggiungere il Nord Europa per ricostruirsi una vita. Anche loro hanno diritto ad un pezzo di pane».
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