I bagnini a San Giovanni un anno dopo la tragedia
Il giorno di Ferragosto del 2015 nella spiaggia di Cabras moriva Vincenzo Curtale Qualcosa è cambiato da allora (con ritardo) nelle località marine del Sinis
CABRAS. A San Giovanni di Sinis il Ferragosto 2016 è andato via tranquillo, col mare calmo e tante famiglie impegnate solo in un’occupazione: trascorrere nel migliore dei modi il giorno di festa. A vegliare su di loro, da una torretta piazzata a circa metà dell spiaggione che si trova vicino all’area archeologica, sovrastato dalla torre spagnole, i bagnini impegnati nel servizio di salvamento a mare attivato dal Comune di Cabras alla fine del mese di luglio.
Un anno fa, nello stesso giorno di Ferragosto, il mare a San Giovanni non era così amichevole, soprattutto, il servizio di salvamento non c’era. Sono passati 12 mesi dalla morte di Vincenzo Curtale e molti hanno ricordato il sacrificio di quell’uomo che non esitò a lanciarsi in acqua per tentare di salvare dei turisti che si erano trovati in difficoltà. Un gesto d’altruismo che gli costò la vita: Curtale morì nella spiaggia di San Giovanni, il giorno di Ferragosto. Allora le polemiche esplosero e tante accuse vennero rivolte all’amministrazione comunale per la mancata attivazione del servizio di salvamento a mare.
Il sacrificio di Curtale è probabilmente servito a salvare alle persone che si erano trovate in difficoltà nelle acque di San Giovanni, ma è servito anche a far sì che quest’anno la spiaggia di San Giovanni venisse presidiata con un servizio di salvamento.
Arrivato in ritardo, è vero, ma ora attivo anche a Mari Ermi e Is Arutas. Nelle spiagge di San Giovanni, Funtana Meiga, Maimoni, S’archeddu, Corrighias, Su crastu e Porto S’uedda sono stati posizionati dei supporti con i salvagenti e sono presenti in diverse spiagge anche le unità cinofile per il salvataggio.
Il Comune è stato accusato di inammissibili ritardi. La giustificazione è stata questa: dal mese di gennaio l’amministrazione aveva inviato richieste alla Regione per avere notizie sulle risorse previste a favore dei Comuni per il servizio di salvamento a mare. L’assegnazione provvisoria delle risorse è avvenuta il 27 maggio ed è diventata definitiva il 30 giugno è divenuta definitiva.
Il Comune ha atteso ancora: solo quando ha avuto la certezza della disponibilità delle risorse, ha pubblicato il bando. Che però è andato deserto. Quindi si è proceduto con un affidamento diretto alla Ucis, Associazione nazionale unità cinofile italiane da soccorso di protezione civile, sezione Sardegna, cani salvataggio Sardegna Quattro Mori Oristano, che ha sede a Cabras. Tardi, con qualche polemica, ma il servizio è partito. San Giovanni senza bagnini sarebbe stato un insulto alla memoria.
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