La Nuova Sardegna

Oristano

Aeroporto pronto al nuovo decollo ma senza voli di linea

di Enrico Carta
Aeroporto pronto al nuovo decollo ma senza voli di linea

Parla l’amministratore della società che detiene le quote «Pochi mesi e la struttura riapre in simbiosi col territorio»

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ORISTANO. Allacciare le cinture di sicurezza e prepararsi al volo. Si cambia però direzione rispetto al recente passato. Il volo di linea a cinque minuti da casa evidentemente non ha ragion d’essere. Non in questo momento. Così l’aeroporto di Fenosu prenderà inizialmente una rotta diversa da quella sinora seguita e che ha portato al quasi fallimento della società di gestione dello scalo oristanese.

Salvata tramite il concordato preventivo, ora la Sogeaor è pressoché interamente in mano ai privati. Una prima quota societaria, il 6,29% messo in vendita, era stata acquisita dalla Aeronike poco meno di un anno fa. Poi è arrivata la vendita all’asta del 93,71% delle quote. Erano quelle messe insieme da Provincia, Comune e Consorzio Industriale che sono finite nelle mani di un duetto di società, la Sardinian Sky e la Ekologia Marmilla.

Si riparte da qui e dalle idee molto chiare che ha l’amministratore delegato della prima delle due società. Stefano Giovanni De Filippis è netto nel chiarire la filosofia sulle cui ali dovrà finalmente decollare Fenosu, in attesa che l’aggiudicazione definitiva della gestione dell’aeroporto sia cosa sicura. Le procedure burocratiche impongono un’attesa che durerà sino a metà settembre, ma è quel che si dice essere solo una pura formalità.

Tutto il resto invece è da costruire, cercando di salvare il salvabile dalle macerie del recente passato e ovviamente evitando di incappare nelle stesse trappole. «Di fronte abbiamo un piano di sviluppo aeroportuale che si è interrotto con tutte le conseguenze che conosciamo. Forse sono stati fatti degli errori oppure semplicemente i tempi non erano maturi perché Fenosu funzionasse in quella maniera. Noi guardiamo all’aeroporto con un occhio diverso, ma per vedere i primi passi ci vorrà un po’ di tempo».

Qualche mese e Fenosu dispiegherà nuovamente le ali?

«Certo e lo farà con la riapertura anche al traffico commerciale. Non avremo voli di linea, ma ospiteremo aeroplani sotto le sei tonnellate di peso. C’è poi un’importante serie di opportunità che dobbiamo cogliere al volo e sviluppare come la ricerca aereonautica, le scuole di volo, i voli da turismo, gli aeroclub. Un aspetto però dovrà sempre caratterizzare l’utilizzo e le attività dell’aeroporto: devono sempre essere legati al territorio che questo dovrà servire».

Come si riesce a far diventare Fenosu un punto di riferimento?

«Se saremo capaci di creare un punto di aggregazione delle realtà aeronautiche, avremo compiuto buona parte del cammino. L’errore che non dobbiamo commettere è invece quello di fare competizione diretta con le attività che hanno già in piedi gli altri scali sardi. Cagliari, Alghero e Olbia hanno delle nicchie di lavoro che sono penalizzate. Noi dobbiamo puntare ad essere un forte richiamo per quelle e non combattere contro i mulini a vento. Nessuno di noi è il salvatore della patria, però con il sostegno del territorio questa avventura imprenditoriale può portarci molto lontano». Là, dove sinora Fenosu non è arrivato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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