La Nuova Sardegna

Oristano

Bilancio, sotto accusa la parcella da 40mila euro

di Piero Marongiu
Bilancio, sotto accusa la parcella da 40mila euro

A Narbolia Lucia Dessì (ex minoranza) contro il sindaco Maria Giovanna Pisanu Il debito contratto per pagare il parere legale sul mega impianto fotovoltaico

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NARBOLIA. Ormai tra Lucia Dessì e la maggioranza che sostiene il sindaco Maria Giovanna Pisanu è rottura totale. A inasprire ulteriormente la posizione dell’ex consigliera di maggioranza, che si è sempre definita critica, l’esame di un debito fuori bilancio di 40mila euro contratto dal Comune in una legislatura precedente a quella attuale. Al voto contrario, durante la seduta del Consiglio Comunale di fine luglio convocato per approvare il bilancio, Lucia Dessì ha aggiunto una dichiarazione, agli atti dello stesso consiglio. In sintesi si tratta di un debito per la consulenza legale chiesta a un avvocato esperto in diritto amministrativo sull’impianto fotovoltaico realizzato a S’Arrieddu.

«Questo Consiglio – scrive Lucia Dessì –, che rappresenta i narboliesi, farebbe un’indecenza colossale se, oggi, approvasse il riconoscimento di un debito fuori bilancio, uguale fuori legge, quale obbligazione verso terzi, che graverebbe su tutti i cittadini di questo paese, per il pagamento di una parcella di un consulente legale, esperto in diritto amministrativo? Votare a favore di questa proposta sarebbe aggiungere al danno anche la beffa». Secondo Lucia Dessì la più grande serra fotovoltaica d’Europa, che doveva portare lavoro e benessere, si sarebbe rivelata una truffa colossale mirata a lucrare sugli incentivi pubblici, mentre di attività agricola non ci sarebbe alcuna traccia. «Anziché chiamare la Procura per il sequestro, oggi si vuole dimostrare l’utilità della consulenza legale e il dovere di pagamento per l’indebito arricchimento del Comune di Narbolia? Forse indebitamente si sono arricchiti altri, e non sono narboliesi. Un atto di impegno della pubblica amministrazione priva della copertura finanziaria è nullo, privo di efficacia – scrive Dessì –. A prevederlo è il Testo unico degli enti locali. Quello che oggi si propone a questo Consiglio, ma in violazione delle norme di trasparenza ed economicità della spesa e del prescritto preventivo di parcella pro-forma, per valutare la congruità della spesa prima che venga assunta. Questa strada – conclude Lucia Dessì – era facilmente percorribile, tanto a distanza di anni gli amministratori che avrebbero riconosciuto il debito di 40mila euro, maturato nel corso di legislature, che valutazioni avrebbero potuto dare in merito alla somma che si sta pretendendo? Non possiamo noi tutelare qualcuno che avrebbe dovuto difenderci da una truffa reale e ripeto concreta e valutabile».

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