Violenza sulle donne, numeri in aumento ma aiuti in crescita
Settanta richieste di aiuto quest’anno, quasi 500 dal 2010 Dal centro “Donna Eleonora” un vera rete di sostegno
ORISTANO. In sei anni 408, 70 donne nel solo nel 2016 e ben cinque nell’ultima settimana, si sono rivolte al Centro Antiviolenza “Donna Eleonora”. Basterebbero questi due dati scarni per capire quanto alto anche in una provincia poco popolata come quella di Oristano, sia il livello d’allarme sulla violenza di genere. «Sono 408 sopravvissute»: Patrizia Desole, presidente della Onlus Prospettiva Donna di Olbia cui è affidata la gestione della struttura, non usa mezzi termini per definire la situazione di pericolo per loro e i propri figli, con il 19 per cento delle donne che hanno chiesto aiuto al centro che hanno subito minacce di morte. Un pericolo all’interno delle pareti domestiche, dove all’improvviso, colui che doveva essere il compagno di vita, diventa un potenziale carnefice. Un numero di richieste d’aiuto in crescita che sale di anno in anno: donne che arrivano al Centro grazie al passaparola tra donne, alla pagina Facebook e alla campagna di sensibilizzazione, ai numerosi eventi di sensibilizzazione, alla rete antiviolenza e al lavoro con i servizi che ruotano attorno al centro (come Asl, servizi sociali, avvocati, forze dell'ordine) e alla formazione portata avanti, anche con le scuole. «Numerose sono le segnalazioni di casi mai pervenuti al centro, ci fanno soffermare sul sommerso, che ci preoccupa tanto se non più del numero degli accessi», aggiunge Desole.
Otto operatrici a disposizione 24 ore su 24, fra cui la psicoterapeuta Carla Concas che spesso si trova a dover intervenire su vicende che riguardano minori e adolescenti, sono la vera forza di una struttura che si appoggia anche ad una “casa rifugio” che attualmente ospita nove fra donne e bambini che qui hanno trovato riparo dalle violenze domestiche. «È successo che anche gli stessi figli si siano rivolti per primi a chiederci aiuto», dice Francesca Marras, referente del centro. «Qui le donne che subiscono violenza vengono finalmente credute, ascoltate, si cerca una soluzione assieme e sono loro a decidere. Se non lo hanno, le aiutiamo a trovare un lavoro, perché l’indipendenza economica è fondamentale». L’alta percentuale di donne sposate (il 40,81 per cento) e con figli (85 per cento) di cui spesso minori (55 per cento) pone l'accento sulla violenza assistita. Sono infatti più del 28 per cento i casi di violenze domestiche che avvengono sotto gli occhi dei figli. Sono però psicologiche, quasi il 73 per cento, le violenze più frequenti. La triste statistica registra che invece quelle fisiche siano il 58 per cento, il 13 per cento sessuali e quasi il 29 per cento di tipo economico, alto anche l’isolamento sociale e lo stalking che si rivela nel 28 per cento dei casi.
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