Siccità, restrizioni nelle campagne
Il sindaco di Genoni fissa il tetto massimo giornaliero attingibile dagli abbeveratoi comunali
GENONI. Non piove ormai da mesi, la terra mostra segni di sofferenza e inizia a scarseggiare l’acqua per l’abbeveraggio del bestiame.
Una situazione che diventa ogni giorno più critica e impone ai Comuni di fronteggiare con il contenimento del consumo idrico quella che potrebbe diventare una grave emergenza.
In alcuni comuni del Sarcidano e Alta Marmilla l’acqua è prioritariamente a disposizione per l'uso agro-zootecnico «di coloro che svolgono l'attività di imprenditore agricolo a titolo principale».
Il perdurare di questo lungo periodo di siccità, non consente di poter utilizzare l'acqua per irrigare piante e orti. A Genoni, dove sono stati realizzati cinque punti di attingimento idrico per sostenere le aziende agricole, il primo cittadino Roberto Soddu, nei giorni scorsi, ha chiesto il rispetto delle quantità giornaliere massime prelevabili dai punti di attingimento idrico comunali: 1000 litri per ciascun imprenditore agricolo e zootecnico, 100 litri per gli altri.
È consentito, infatti, il prelevamento in modiche quantità da parte dei residenti che, pur non svolgendo prevalentemente attività agricola e zootecnica, sono proprietari di bestiame per uso familiare, fermo restando la precedenza per gli imprenditori del settore zootecnico.
«Chi non rispetterà queste regole – ammonisce il Sindaco- non potrà più beneficiare del servizio. Considerato che l’acqua sta scarseggiando – dice Soddu – e che una volta terminata, l’Amministrazione comunale non potrà fare nulla a sostegno degli imprenditori agricoli, confido nel buon senso e nella correttezza di tutti, in quanto prelievi sconsiderati ed egoistici arrecano inevitabilmente disagio e impediscono a tutti di beneficiarne».
Ivana Fulghesu
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