Aborto, chiesta l’abrogazione della 194
ARBOREA. La legge sull’aborto va abrogata o rivista. La minoranza consiliare ha presentato infatti una mozione sull’abrogazione e emendamento della L. 194/78, al fine di garantire maggior tutela al...
ARBOREA. La legge sull’aborto va abrogata o rivista. La minoranza consiliare ha presentato infatti una mozione sull’abrogazione e emendamento della L. 194/78, al fine di garantire maggior tutela al diritto alla vita. I consiglieri comunali Giovanni Marras, Antonio Montisci e Marco Pinna chiedono infatti alla giunta di trasmettere la risoluzione al presidente della Giunta Regionale ed al presidente del Consiglio Regionale della Sardegna: “affinché la Regione si attivi per emanare quegli atti che, nell’ambito delle competenze delle Regioni, garantiscano la piena attuazione degli strumenti preventivi dell’aborto così come previsti dalla legge 194/78” scrivono, “emanare concreti indirizzi alle strutture socio-sanitarie del territorio affinché venga verificato e attuato quanto previsto agli articoli 2 lett. d e 5 primo comma della legge 194/78; procedere altresì al convenzionamento con associazioni di volontariato del territorio specializzate nel campo della maternità difficile allo scopo di affiancare le madri in situazione di disagio, e a manifestare a livello centrale la volontà di abrogazione e/o emendamento della L. 194/78 per garantire maggior tutela al diritto alla vita”.
La minoranza infatti ritiene che a 38 anni di distanza dalla sua promulgazione, l’applicazione della legge 194/78 non sia ancora stata recepita puntualmente dalle amministrazioni centrale e locali, e che la legge, se applicata in toto, risponda ad una logica prettamente preventiva all’aborto, prevedendo precisi compiti in capo ai Consultori e alle strutture socio-sanitarie, affinché vengano identificate le cause che portano la donna ad interrompere la gravidanza per aiutarla a rimuoverle. “Ad ogni buon conto il diritto all’aborto non può rappresentare conquista di libertà, poiché la sua applicazione comporta immancabilmente il diritto inaudita altera parte alla privazione del diritto alla vita di altro essere umano; pertanto l’aborto dovrebbe praticarsi per scopi prettamente terapeutici e non per mere finalità di libertà”, scrivono. Un argomento delicato e spinoso che verrà discusso in consiglio comunale.
Cristina Diana
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