La Nuova Sardegna

Oristano

Seneghe, dopo l’incendio rabbia e incredulità

di Piero Marongiu
Seneghe, dopo l’incendio rabbia e incredulità

Si contano i danni causati dal rogo nell’azienda agropastorale di Andrea Ulleri Il gesto contro l’allevatore è stato condannato da tutta la comunità

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SENEGHE. Ieri mattina nell’azienda di Andrea Ulleri l’odore acre di bruciato entrava nelle narici e si insinuava, fastidiosamente, nelle pieghe dei vestiti, lasciando un profondo senso di sconcerto e di incredulità. Guardando quello che rimane della sua azienda, dopo il passaggio del fuoco, appiccato con fredda determinazione, da chi ha agito sfruttando uno dei pochi momenti di assenza, nella mente di Andrea Ulleri continua a martellare una domanda: chi può volergli così male da arrivare a distruggere il lavoro realizzato con anni di duro lavoro? Una domanda alla quale cercano di dare risposta gli investigatori, ma alla quale non sarà facile dare risposta. Almeno non in tempi brevi. Rimane il fatto che, i danni prodotti dall’incendio che nella notte di giovedì scorsa ha distrutto i fienili, ridotto in cenere le scorte di foraggio, reso inservibili la mungitrice, la scuotitrice per le olive e diverse attrezzature utilizzate da Ulleri per il suo lavoro, sono gravissimi e sfiorano diverse decine di migliaia di euro. Da una prima stima non meno di ottantamila. Il fuoco ha distrutto gran parte dell’azienda, fatto crollare i tetti e i muri dei fienili, reso inutilizzabili le strutture. Per fortuna non c’era il bestiame né il trattore utilizzato da Ulleri per condurre la sua azienda, altrimenti il danno sarebbe stato ancora più grave. Il gesto criminale compiuto contro il giovane allevatore seneghese è stato condannato da tutta la comunità. Neanche il luogo comune che richiama il codice dell’occhio per occhio dente per dente, tipico del mondo agropastorale, sembra attecchire tra i seneghesi. L’esecrazione è unanime: «È stato un atto vigliacco, commesso da gente che non ha il coraggio di risolvere eventuali problemi con il confronto dialettico», dicono molti seneghesi, solidali verso chi si trova a vivere un momento di difficoltà. Per questo motivo in queste ore si stanno mobilitando per cercare di sostenere Andrea Ulleri. Primo atto concreto sarà quello di ricostruire le scorte di foraggio bruciate, poi si sta pensando ad altre iniziative per ricostruire l’azienda. Sono in tanti, allevatori, muratori e artigiani, pronti a fare la loro parte per aiutare un compaesano vittima di un atto definito: ignobile e vigliacco. «Chi pensa che quello della vendetta consumata protetti dal buio possa risolvere le controversie, sbaglia decisamente. Andrea Ulleri, può stare certo, non sarà lasciato solo». Intanto i carabinieri proseguono con le indagini.

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